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Tagli ai vitalizi, è sfida M5S all'Ars ma i pentastellati rischiano un flop

Cancelleri rilancia il cavallo di battaglia grillino, ad oggi però se i componenti dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea votassero la proposta, vincerebbero i "no" per 7-4

Tagli ai vitalizi, è sfida M5S all'Ars ma i pentastellati rischiano un flop

A Palazzo dei Normanni, oltre alla proposta grillina “modello Fico”, girano già le prime simulazioni. Alcune, rigorosamente protette dagli uffici, sono ipotesi di tagli ai vitalizi tenendo nascosta l’identità dell’ex deputato o della vedova beneficiari. Più malizioso - o forse soltanto più concreto - lo staff del gruppo parlamentare del M5S ha prodotto cinque esempi-tipo. Con nomi e cognomi. Incrociando gli importi degli assegni diffusi dai giornali (che ogni tanto servono a qualcosa...) con i “Coefficienti di trasformazione per anno di decorrenza del trattamento previdenziale”. Numerini infernali, che suddividono i vitalizi per età (dai 45 ai 77) e per periodo: 1976/85, 1986/95, 1996/2009, 2010/12 fino ai nostri giorni. E così un ex deputato relativamente giovane con due legislature alle spalle scende dagli oltre 3.500 euro netti mensili al minimo sindacale di 1.340. Mentre per la vedova di un compianto big della politica il taglio darà di quasi 2 mila euro: da 4.500 a 2.500 circa. Sfiora il 60%, invece, la decurtazione per un vecchio top player dell'Ars: da quasi 9mila euro a poco più di 4mila netti.

No, non è terrorismo populista. Sono gli effetti (per adesso virtuali) di una proposta sulla quale, prima o poi, l’Assemblea regionale siciliana dovrà decidere. Ridurre, partendo dalla proposta del gruppo del M5S, i vitalizi e le pensioni erogate. Il dibattito è aperto, le cifre cominciano a circolare. Ma il Consiglio di Presidenza non ha ancora messo in calendario la «richiesta di trattazione urgente» depositata dai 5stelle. «Non è che appena ci sediamo dobbiamo subito mettere mano ai tagli», prova a rassicurare Giancarlo Cancelleri. Il quale, però, sospetta che «Miccichè farà di tutto per ritardare al massimo l’inizio della discussione». Ma su cosa di deve discutere? Il “modello Cancelleri”, trasposizione sicula della delibera proposta da Roberto Fico e approvata alla Camera, prevede in sintesi due punti: la rideterminare i vecchi vitalizi calcolandoli sull'attuale base contributiva (667 euro al mese per ogni legislatura svolta) e mantenere la reversibilità, ridotta del 40%, soltanto alle vedove degli ex inquilini di Sala d’Ercole e non più ad altri congiunti. Il tutto con alcuni “paletti”. Primo: l’assegno, col nuovo calcolo, non può superare il vecchio vitalizio. Secondo: anche in caso di brusche riduzioni non si può scendere sotto i “minimi sindacali” del sistema contributivo. «Nessuno verrà affamato, non è una cosa da grillini della prima ora. Abbiamo tolto le porcherie, lasciando dei tetti minimi dignitosi. È una proposta potabile e votabile». Il risparmio stimato? «Fra 8 e 9 milioni l’anno sugli attuali 17 spesi ogni anno dall'Ars».

Non sarà facile. Innanzitutto dal punto di vista tecnico. Da «informazioni informali» i tecnici del gruppo M5S hanno saputo che, se dal 1980 c’è un archivio cartaceo, «risalire agli atti sulle contribuzioni dei deputati negli anni precedenti sarà un lavoro lungo e complicato».

Ma lo scoglio più complicato è politico. Nonostante l’ottimismo ostentato da Cancelleri, che, fino al brindisi di due giorni fa dopo il sì romano, sosteneva che «i sei voti che occorrono qui per l'approvazione della nostra proposta non sono irraggiungibili». La cifra corrisponde alla maggioranza degli 11 componenti dell’Ufficio di presidenza dell'Ars. Presieduto dal “rivale” Gianfranco Miccichè (beffardamente vittorioso nel sondaggio Facebook del M5S), e composto dallo stesso Cancelleri e dai cinquestelle Salvatore Siragusa e Stefano Zito. I sì al taglio dei vitalizi partono da 3. Anzi: da 4, dopo il coming out di Nello Dipasquale (Pd). Ma verrebbe meno un voto dato per scontato: quello di Gaetano Galvagno (FdI)

I grillini sanno che il centrodestra dirà no. E, incerti su Edy Tamajo (Sicilia Futura), sperano almeno nella “leghisteggiante” DiventeràBellissima: il capogruppo Alessandro Aricò ha risposto a Cancelleri con la «disponibilità al confronto». E il nulla osta del governatore e leader del movimento, Nello Musumeci: «La volontà del Parlamento è sacra», ha detto. Ma Giorgio Assenza, deputato musumeciano nel Consiglio di presidenza, gela gli entusiasmi pentastellati: «I vitalizi all’Ars li abbiamo già aboliti». E i tagli proposti dal M5S? «Si può discutere e trovare una mediazione solo su alcuni punti, come ad esempio la reversibilità ai congiunti, senza toccare però vedove e orfani minori o disabili. Magari su chi ha il doppio vitalizio, o su chi lo ha maturato, ma non ha ancora il diritto di riscuoterlo». E tutto il resto? «Io penso che prendere a colpi d’ascia diritti acquisti sia una barbarie che alimenta l’odio sociale. Oltre che un rischio di contenziosi e di responsabilità erariali». Insomma, Assenza si assenta da un “sì” sul quale i grillini confidavano. «Anche perché non mi assumerò mai - sbotta il deputato ibleo - la responsabilità di incidere, sull'onda del populismo e della caccia alle streghe, sulla pensione di reversibilità di persone come ad esempio la vedova di Pier Santi Mattarella».

E su questo muro di gomma, foderato di nobili ragioni, s’infrange la sfida del M5S contro i vitalizi. Oggi, all'Ars, finirebbe con una sconfitta: 7-4.

Twitter: @MarioBarresi

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commenti 2
  • Mirko

    14 Luglio 2018 - 17:05

    Caro Cancelleri, non ho mai visto un politico siciliano rinunciare a del denaro. Non ho mai visto politici siciliani parlare e comportarsi eticamente corretti! Eticamente corrotti si, ne ho visti fin troppi e tanti altri ne vedrò! La vostra battaglia al taglio di vitalizi, e altro, purtroppo sarà una battaglia persa già sin dal nascere. Ma in fin dei conti è il popolo siciliano a voler questi lestofanti. Firmato, un contribuente!

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    • luigi sidoti

      15 Luglio 2018 - 12:12

      Mirko dal tono del tuo intervento si capisce che non sei un ""fanatico"" dei messaggini e per questo mi permetto di interloquire con Te. L'Italia nel Mondo ad oggi è considerata la Patria del DIRITTO, e di questo dovremmo esserne fieri e ........ domani? Riflettete Gente. ..... riflette! p.s. Non sto difendendo la casta bensì un sacro PRINCIPIO Un caro saluto!

      Rispondi

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