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Sicilia, il M5s all'attacco del governo Musumeci: «In otto mesi non ha risolto nessuna emergenza»

La capogruppo dei grilli all'Ars, Valentina Zafarana: «I risultati sono peggiori di quelli che avevamo previsto in campagna elettorale.

Sicilia, il M5s all'attacco del governo Musumeci: «In otto mesi non ha risolto nessuna emergenza»

PALERMO - «A otto mesi dall’inizio della legislatura i risultati dell’azione del governo regionale guidato da Nello Musumeci sono peggiori di quelli che avevamo previsto in campagna elettorale. Nessuna emergenza è stata finora risolta, si naviga a vista, provando a metterci una pezza all’occorrenza». Lo dice la capogruppo del M5s all’Ars, Valentina Zafarana, tracciando un bilancio dei primi mesi dell’azione dell’esecutivo regionale a chiusura dei lavori del Parlamento per la pausa estiva.

«Gli enti locali hanno difficoltà con la raccolta, il nuovo piano regionale dei rifiuti è una chimera, esiste solo un piano stralcio ma verosimilmente il governo sarà costretto a tornare a Roma - aggiunge - per chiedere l’ennesima proroga del commissariamento. Il Parlamento legifera con metodi che mortificano l’istituzione, bypassando le commissioni di merito e violando i regolamenti. La proposta di rimodulazione delle rete ospedaliera non contiene alcuna novità, mentre negli ospedali il personale è sottodimensionato e nei pronto soccorso c'è il far west».

«Sul versante finanziario va peggio, il governo - continua Zafarana - ha presentato una manovra spot, scritta male, che è stata pure impugnata dal Consiglio dei ministri. Le modalità che hanno condotto il Parlamento ad approvare la riscrittura degli articoli, bocciati da Roma, sono state vergognose. Con un blitz, la maggioranza, tre giorni fa ha portato in aula un emendamento, poi stralciato e quindi votato, al ddl che istituiva la giornata regionale delle vittime innocenti di mafia, che nulla aveva a che vedere con la materia da regolare».

«E Micciché come in uno psicodramma, che fa? Invece di spronare l’Assemblea a produrre e legiferare - afferma la parlamentare -, si preoccupa di mettere in sicurezza solo i privilegi degli ex deputati, non perdendo occasione per puntare il dito contro il taglio ai vitalizi, perché si sa con 1.300 euro al mese un ex parlamentare non ce la fa». 

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