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Corruzione, Miccichè teste al processo: «Mai favorito gli affari di Arata»

Politica

Micciché e le due poltrone per uno: il M5S ironizza, Fi per adesso tace...

Di Redazione

PALERMO - «La doppia poltrona del presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, europarlamentare dal 19 luglio e venuta fuori solo grazie alla solerzia di due giornalisti siciliani, è l’ennesimo schiaffo in faccia ai cittadini. Una vergogna targata Forza Italia per la quale chiediamo il parere del presidente Tajani, sempre pronto a giudicare tutto e tutti. Cosa dice Tajani adesso? Prova imbarazzo o no?». A dichiararlo è l’europarlamentare del M5S Ignazio Corrao, che commenta così il doppio incarico (presidente dell’Ars e deputato europeo) del forzista Micciché svelato ieri anche dal nostro giornale.

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Un doppio incarico «palesato da due articoli di stampa a firma di Antonio Fraschilla per il quotidiano La Repubblica e Mario Barresi per il quotidiano La Sicilia», ricorda Corrao, affermando che «quello che fa ancora più specie in questa triste vicenda è che se i giornalisti non lo avessero reso noto, Micciché avrebbe continuato a far finta di niente, giocando anche sul nome di Giovanni, certamente meno riconoscibile rispetto a quello di Gianfranco». «Ancor più grave», per Corrao, è «la spocchia con la quale l’onorevole Micciché continua a parlare di indennità e soldi, pensando di fare uno smacco al M5S o ai suoi compagni di partito». E conclude: «L’Europa è e rimane una cosa seria. La Sicilia merita di essere rappresentata al meglio e non da furbetti della politica».

Anche il vicepresidente grillino dell’Ars, Giancarlo Cancelleri, non s’è lasciato sfuggire l’occasione. «Cosa ti manca? Guarda che ti diamo una mano. Se non ce la fai dimmelo, fammi una chiamata, mandami un messaggio su WhatsApp e io - dice a Micciché in un video su Facebook - faccio partire la più grande colletta alimentare della storia. Non lasciamo indietro il nostro presidente». E ancora: «Quando leggo certe notizie provo imbarazzo: come può pensare di rappresentare il parlamento siciliano quando con sotterfugi sta in quello europeo e non lo dice? A noi sembrano un po’ come la banda bassotti di Topolino, sono veramente imbarazzanti».

Innocenzo Leontini, l’aspirante eurodeputato che aspetta le dimissioni di Miccichè, non risponde al telefono per tutta la giornata. Nessuna presa di posizione ufficiale da Forza Italia, né dal centrodestra siciliano. Micciché aveva ampiamente argomentato la sua difesa nell'intervista a La Sicilia: «Non rinuncerò alla carica di presidente dell'Ars» per andare a fare l’eurodeputato. «Io il 19 luglio ho ricevuto la comunicazione di subentro - ha spiegato - e da quel momento in poi io non posso dimettermi da nulla. Lo farò quando lo posso fare. Alla prima plenaria», in programma il 10 settembre. Ma nel suo partito i mal di pancia latenti dei pochi a conoscenza della situazione sono diventato un imbarazzo diffuso. Gli articoli sulla “doppia poltrona” di Micciché, già in mattinata, giravano nelle chat di eurodeputati e big del partito. Fino ad arrivare sul display dei telefonini del presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, e di Lica Ronzulli, assistente personale di Silvio Berlusconi. «Il presidente sa già tutto», avrebbe detto ai forzisti siciliani che ieri l’hanno contattata.

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