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Elezioni Europee, la pazza idea: M5s e Cateno De Luca verso «un percorso comune». Come nasce il flirt

“Scateno” - in cerca di un autobus per Bruxelles - sonda i grillini. Di Paola: «Smettila di fare il solista, ora gioco di squadra»

Mario Barresi

09 Novembre 2023, 11:47

flirt

La molla scatenante è un misto fra senso di colpa e rispetto. L’ultima volta che Nuccio Di Paola era stato a Taormina, infatti, alcune “sentinelle” del sindaco l’avevano avvistato. «Ma come, vieni a casa mia e non mi dici niente?». E così lunedì, quando è tornato nella Perla dello Jonio, il coordinatore regionale del M5S ha fatto una telefonata preventiva a Cateno De Luca. Che l’ha invitato: «Ti aspetto per un caffè, così ti regalo il mio nuovo libro».

Una mezz’oretta fra due aspiranti governatori sconfitti da Renato Schifani. Senza nascondersi, visto che lo stesso vicepresidente dell’Ars ha postato una foto (con lui anche la deputata regionale Jose Marano) assieme al leader di Sud chiama Nord. «Un salto a Taormina - scrive Di Paola - per aumentare il fronte comune delle opposizioni contro la destra e Schifani, in vista dei prossimi appuntamenti in Ars. Siamo diversi, ma abbiamo un unico intento: scalzare la destra dal governo della Sicilia, per farla finalmente rinascere».

Si guarda oltre

Fin qui la parte ostensibile. Nel non ostentato, invece, c’è il contenuto e soprattutto il senso politico di un rendez-vous che ovviamente non è passato inosservato in casa dem. Certo, sul tavolo le strategie comuni, «a partire dalle variazioni di bilancio e poi la finanziaria», ma lo sguardo va ben oltre. Così, dopo che Di Paola provoca il padrone di casa sul flirt con Gaetano Galvagno, eletto presidente dell’Ars con con i voti deluchiani, la chiacchierata arriva al dunque. «Devi smetterla di fare il solista, Cateno, ora devi dimostrare di saper fare gioco di squadra». Si discute dunque di una «linea unitaria», sui banchi dell’opposizione, per «arginare lo strapotere di Cuffaro e Lombardo nel governo dell’inconsistente Schifani», ma anche di «un percorso comune da costruire sin da adesso» per le prossime Regionali.

E qui c’è un tema-tabù da svelare. Sui banchi delle opposizioni all’Ars si diffonde sempre più, per varie ragioni, la sensazione che «la legislatura si chiuderà prima della scadenza naturale». Semmai fosse così, il ruolo di “Scateno” diventa ancor più centrale. «È in perenne campagna elettorale», riconoscono alcune fonti del Pd. Ma Anthony Barbagallo s’è già bruciato, un anno prima delle scorse Regionali, con la granita di mandorla offerta a De Luca a Pedara. Eppure l’orientamento dei vertici regionali del partito non è ostile: «Non c’è un solo motivo per cui non dover dialogare con Cateno». Fino al punto di sostenerlo nella corsa-bis per Palazzo d’Orléans? «Io quel posto l’ho prenotato e me lo prenderò senza se e senza ma», il proclama del sindaco in un recente cooking show a Taormina Gourmet. Con Pd e M5S? «Io ci sono, vediamo se loro sono abbastanza intelligenti per esserci».

Il discorso c’è, già aperto. Anche da esperimenti, con risultati alterni, del fronte giallorosso-scatenato in alcuni Comuni. Da approfondire, certo. «Ma come siete messi col limite del doppio mandato?», viene al sodo De Luca nel colloquio con Di Paola. Che lo rassicura: «Non si tocca, è una garanzia per tutti». Il successore - e per tanti versi l’erede - di Giancarlo Cancelleri sta lavorando a «una rete territoriale» che nell’Isola possa «rafforzare e affiancare il movimento». Questo, in prospettiva, il possibile campo di confronto. Che s’incrocia con strategie (e ambizioni) per le Europee. A questo punto comincia un sottile gioco delle parti. Perché “Scateno”, ridimensionato dal 2% alle suppletive di Monza, ha rotto col “centrino” di Matteo Renzi, mentre la rete civica con Letizia Moratti è naufragata dopo il ritorno dell’ex sindaca di Milano a Forza Italia. Ed è in freddo pure con Carlo Calenda,

Dunque De Luca sta cercando un autobus per Bruxelles. «Stai attento, Cateno, perché metti che io mi candidi, non per essere eletto ma per trascinare la lista, e tu prendi un solo voto meno di me…», la provocazione di Di Paola. Quasi un invito subliminale a misurarsi sostenendo un nome grillino. «Ne riparliamo, caro Nuccio. Ma io - risponde - sarò comunque in campo».

Ma con chi? I fedelissimi del leader di Sud chiama Nord assicurano che «lo stanno corteggiando tutti, di qua e di là». E allora si materializza la suggestione: se davvero De Luca è sollecitato a «iniziare un cammino» assieme ai progressisti - con l’accelerazione di Di Paola che spiazza un po’ gli alleati dem - perché non pensare in grande? Alla rivincita alle Regionali, certo. Ma prima alle Europee: un iper populista (che poco più di un anno fa incassò il 24%) in lizza da indipendente nel movimento populista per antonomasia. De Luca, ma è solo fantascienza? «Non tutto è successo!», ci risponde. Col titolo del suo libro fresco di stampa. Ma può succedere anche l’impossibile?

m.barresi@lasicilia.it