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Sanità, ai candidati manager chiesta la "fedina penale" anche dei parenti

E il M5s polemizza con l'ultima proroga agli attuali commissari e vertici delle aziende: «Di questo passo le nomine non prima del 2019»

Sanità, ai candidati manager chiesta la "fedina penale" anche dei parenti

PALERMO - Dopo la rosa dei candidati manager, arrivano le linee guida per gli aspiranti direttori sanitari siciliani. Prosegue infatti  il processo che porterà alla individuazione dei manager delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Sicilia. Dopo le procedure previste dalla Riforma Lorenzin, «è la volta di un’altra innovazione, immaginata dal governo Musumeci». Ne dà notizia l’assessorato alla Salute. «Si tratta di una richiesta, inoltrata dall’Assessorato alla Salute a tutti i candidati inseriti nelle short list, di una dichiarazione autenticata con la quale ciascuno dovrà rendere noto se imputato o indagato in procedimenti penali o sottoposto a procedimenti innanzi alla Corte dei Conti - si legge - Ciascun candidato dovrà inoltre dichiarare di non essere sottoposto a misure di prevenzione ai sensi del codice antimafia e di non avere parenti entro il secondo grado imputati o condannati per associazione mafiosa o delitti aggravati dall’art. 7 D.L. 52/91».

«Lo spirito dell’iniziativa - spiega l’assessore alla Salute, Ruggero Razza - nel momento in cui la Giunta di governo sarà chiamata a scelte di natura discrezionale, è legata alla volontà di conoscere il profilo individuale di ciascun candidato, anche in relazione a circostanze che, nell’ambito di una procedura concorsuale non possono prevedere l'esclusione, ma che certamente devono essere valutate quando occorre compiere scelte consapevoli».

Intanto l’assessore Razza - che parlato di "ritmi serrati" nell'individuazione delle nuove figure apicali della sanità siciliana - ha già comunicato agli attuali commissari e manager che il regime di prorogatio delle funzioni potrà essere inferiore al limite di 45 giorni previsto dalla Legge 5/2009.

Ma la proproga ha fattom saltare sulla sedia i deputati del M5s all'Ars, secondo i quali «per una sanità quasi morta Razza e Musumeci non potevano scegliere giorno più appropriato per assestarle un altro colpo durissimo: la proroga dei commissari per altri 45 giorni, arrivata proprio nel giorno della commemorazione dei defunti". I componenti della commissione Salute, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa, Antonio De Luca e Giorgio Pasqua poi in un certo senso smontano i "ritmi serrati" di cui parla Razza. L'assessore - afferma Cappello - secondo quanto scritto nel provvedimento di proroga, «si riserva di sostituirli con nuovi commissari». «Se non lo avessimo letto con i nostri occhi - continua Cappello - avremmo pensato a una bufala o a una fake news, ma purtroppo tutto ciò è vero e dimostra che avevamo ancora una volta ragione sin dall’inizio. Ad essere ottimisti la nomina dei nuovi manager non potrà avvenire prima del 2019».

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