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Lite tra Corte dei Conti e Regione sul Bilancio: «Gli stipendi sono a rischio»

Un documento contabile trasmesso all'Ars sarebbe diverso da quello parificato dalla magistratura contabile. L'iter della Finanziaria tra mille dubbi

Lite tra Corte dei  Conti e Regione sul Bilancio: «Gli stipendi sono a rischio»

Un conflitto istituzionale tra la Corte dei conti e il governo Musumeci su un documento contabile - il rendiconto generale della Regione per il 2017 - rischia di avere conseguenze a cascata, allungando i tempi dell’esame della manovra finanziaria da approvare entro fine anno, tanto che il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, mette in guardia: «Non possiamo non pagare gli stipendi a Natale».

Il conflitto è emerso durante l’adunanza pubblica di stamattina convocata sul rendiconto, disertata però dal governo che ha inviato per le controdeduzioni il ragioniere generale della Regione, Giovanni Bologna.

I giudici hanno contestato alla giunta regionale di avere sostituito il rendiconto, già parificato dalla stessa Corte lo scorso luglio, con un nuovo testo, deliberato dalla giunta a ottobre, e trasmesso all’Ars per l’approvazione. I giudici ne hanno avuto ufficialità solo una settimana fa. Carte e tabelle studiate in gran fretta dal procuratore Maria Rachele Anita Aronica che aveva pronta la relazione di contestazione; ma a sorpresa, dopo colloqui informali, ieri la Corte, hanno spiegato i giudici, ha ricevuto dalla Regione, una nota con un emendamento al nuovo disegno di legge che aveva sostituito il rendiconto parificato, col quale il governo intenderebbe corre ai ripari presentandolo in Ars per cercare di risolvere eventuali problemi contabili. Una procedura che ha lasciato perplessi i giudici, che si sono riuniti in camera di consiglio per assumere una decisione, attesa nei prossimi giorni.

«Mai successa una cosa del genere, mi spiace», il commento della presidente delle sezioni riunite della Corte dei conti, Luciana Savagnone. «Non so cosa uscirà dalla camera di consiglio - aggiunge - Secondo me quella delibera parificata non esiste più; del resto cambiando un dato diventa tutto un altro documento». E chiosa: «Non posso dubitare della buona fede del governo». Parole che il governatore Nello Musumeci, ha giudicato "irrituali: sorprendono e amareggiano». «Gli uffici finanziari della Regione assicurano di avere operato in linea con la normativa vigente. E questo mi basta. Se sul piano formale la Corte richiederà alcuni correttivi, saranno apportati - insiste Musumeci - Il rispetto per lo stile istituzionale ci porta ad avere piena fiducia nella magistratura contabile».

Il caso ha mandato in ambasce l’Assemblea, che nel pomeriggio avrebbe dovuto cominciare la discussione generale sul testo. Tutto si è bloccato. «Adesso la situazione è delicata - attacca il capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo - in questo modo il governo paralizza l’attività legislativa dell’Ars con conseguenze drammaticamente negative per la vita della Regione e di cinque milioni di siciliani». Bacchettate anche da Miccichè. «Se stamattina il governo fosse stato presente probabilmente i problemi si sarebbero potuti superare - dice - Se i tempi dell’approvazione dei documenti contabili all’Ars si allungano si mettono a rischio anche gli stipendi: non possiamo non pagare gli stipendi proprio a Natale». 

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commenti 1
  • enzo1361

    21 Novembre 2018 - 08:08

    Veramente con tutti i soldoni che rubano,qualche mese senza stipendio non gli fa di certo male...

    Rispondi

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