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Regione, corsa contro il tempo: a rischio gli stipendi di 4 mila lavoratori

Querelle sulle variazioni di bilancio con l’Ars in tilt. Miccichè: «Ritardi del governo, io corretto». Pd e M5S all’attacco

Regione, corsa contro il tempo: a rischio gli stipendi di 4 mila lavoratori

Palermo. All’Ars vanno in scena le variazioni di bilancio della discordia. Parlamento a rischio “pantano” ieri dopo che il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, ha deciso, dopo aver riunito la conferenza dei capigruppo, un iter accelerato per l’approvazione del ddl. Il calendario prevede che le commissioni di merito terminino l'esame del testo entro lunedì, la commissione Bilancio entro mercoledì e l’aula entro venerdì 7.

Pesante la reazione dei partiti di opposizione. «Questo è un atto gravissimo - ha detto Antonello Cracolici (Pd), rivolgendosi a Miccichè - lei in pratica ha detto che la conferenza di capigruppo può cambiare il regolamento a colpi di maggioranza. Questo forse può farlo a casa sua, non certo in un parlamento». Duro anche l’intervento di Giancarlo Cancelleri (M5S): «C'è un regolamento e questo deve essere rispettato: stabilisce tempi che non vengono rispettati. Se andate avanti così, siamo pronti ad azioni eclatanti».

«Ci siano trovati in difficoltà ammette Miccichè - il governo ha presentato con ritardo le variazioni di Bilancio, anche perché l’intervento della Corte dei conti sul Rendiconto ha fatto slittare tutto di una settimana. In conferenza dei capigruppo ho chiesto di accelerare i tempi rispetto agli otto giorni previsti dal regolamento Pd e M5S in quella sede si sono limitati ad esprimere il loro dissenso, poi in aula hanno detto di tutto e di più. In ogni caso, se si fosse trattato di una legge “normale” non avrei fatto alcuna forzatura: in questo caso non potevo permettere di lasciare 4.000 persone senza stipendio, proprio a Natale. Ritengo di avere avuto un comportamento responsabile, corretto e lineare in tutto questo percorso».

Ma cosa contiene il testo sulle variazioni di bilancio? Si tratta in realtà di una legge con sette articoli tra cui spiccano, i 10 milioni per il Comune di Catania, un fondo regionale di garanzia per gli enti locali siciliani in dissesto attivato con una dotazione di 2 milioni di euro, ma soprattutto, come ha ricordato in aula a nome del governo l’assessore Toto Cordaro, una serie di rifinanziamenti di capitoli di spesa relativi agli stipendi di novembre e dicembre di Esa, Consorzi di Bonifica, lavoratori di Parchi e riserve, ex Pip, forestali. Alcuni dei quali ieri a protestare sotto la pioggia battente, in Piazza del Parlamento. Passerebbe invece a 15,5 milioni il fondo delle autonomie locali in luogo degli attuali 5 milioni e mezzo. Assenti dall’elenco, come ha evidenziato la grillina Angela Foti, i lavoratori degli Ipab.

Ma perché il governo, come ha riconosciuto lo stesso presidente dell’Ars, ha fatto tardi? Prima dell’approvazione del rendiconto, su cui è intervenuta la Corte dei conti, e determinando la necessità di un nuovo voto in giunta, non era possibile presentare il testo con le variazioni di bilancio.

Approvato invece ieri il Defr («Sono molto soddisfatto», il commento dell’assessore all’Economia, Gaetano Armao), mentre sui debiti fuori bilancio, con richiesta di voto segreto, è mancato il numero legale, così come martedì per ben due volte. «Non abbiamo una maggioranza, ma una coalizione - dice Nello Musumeci - dove ci sta chi ci vuole stare. Non posso sindacare chi esce dall’aula, aveva bisogno di aria, doveva fumare una sigaretta o temeva di poter rispondere personalmente di debiti fuori bilancio. Non mi occupo di questo. È compito dei capigruppo e dei partiti».

«Vive nel meraviglioso mondo di Amelie: la Sicilia affonda e Musumeci galleggia», attacca il dem Nello Dipasquale. Il capogruppo Giuseppe Lupo ribadisce: «Musumeci chiede “responsabilità”? Inizi lui, prendendo atto della crisi di una coalizione di governo che va in frantumi»». Per il M5s il governo è «sempre più irresponsabile e inconcludente», perché «mette a rischio il pagamento degli stipendi dei regionali e poi pretende di scaricare la colpa sul Parlamento».

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commenti 1
  • enzo1361

    29 Novembre 2018 - 08:08

    I signori strapagati sicuramente hanno già riscosso il loro congruo stipendio...

    Rispondi

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