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Musumeci: «Il sondaggio su "La Sicilia"? Il risultato non ci meraviglia»

Il governatore: «Non siamo stati eletti per fare "fuochi d’artificio", ma per realizzare quello che nessuno aveva fatto prima di noi»

Musumeci: «Il sondaggio su "La Sicilia"? Il risultato non ci meraviglia»

«Stamane è stato diffuso dal quotidiano "La Sicilia" un sondaggio (affidato a chi aveva pronosticato un anno fa la vittoria dei nostri avversari). Non ci meraviglia. Non siamo stati eletti per fare "fuochi d’artificio", ma per realizzare quello che nessuno aveva fatto prima di noi, in una Regione che detiene il triste primato di essere in coda a tutte le altre». Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando il sondaggio della società Keix Data For Knowledge, realizzato a un anno dall'insediamento dell’esecutivo.

«Non esisteva - continua il governatore - alcuna programmazione nella nostra Isola. Non c'era il Piano dei rifiuti che adesso è già pronto per essere approvato dalla Giunta. Non c'era l’Autorità di Bacino e dopo 29 anni l’abbiamo istituita. Non c'era il Piano sulla qualità dell’aria e noi l'abbiamo approvato. Non si era riusciti a fare partire la Formazione e noi l’abbiamo rimessa in campo. Non si erano erogati contributi alle imprese e solo in queste due settimane la Corte dei Conti ha registrato decreti per oltre cento milioni di euro. Non si rinnovava il contratto del personale regionale da dieci anni e oggi è pronto per la firma. Non si assumeva personale medico, con un pubblico concorso, da molto tempo e oggi sono oltre 500 le posizioni a tempo indeterminato messe a bando. Per non parlare delle oltre tremila procedure di stabilizzazione dei lavoratori».

«Potrei continuare - aggiunge Musumeci - e lo farò in settimana quando presenteremo il report sul primo anno di lavoro appena compiuto. Non ci stupisce, quindi, il risultato di un sondaggio molto discutibile, se al momento del nostro insediamento abbiamo detto: lavoriamo in silenzio. Non paga oggi, anche perché abbiamo dovuto dire e continueremo a dire tanti no. Ma pagherà nel futuro. Noi rispondiamo ai siciliani e non vogliamo fare l’errore di chi dedica più tempo a comunicare e quasi nulla a lavorare. Si è visto come è finito...C'è un tempo per ogni cosa. Verrà la stagione del raccolto, oggi è tempo di proseguire a lavorare. È il dovere del silenzio o, se volete, il silenzio del dovere».

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