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Gli assessori regionali tutti dietro la lavagna: 4 in pagella

Nella Waterloo della giunta Musumeci, stroncati Turano e Pappalardo. I "migliori" (si fa per dire) Razza e Tusa

Gli assessori regionali tutti dietro la lavagna: 4 in pagella

CATANIA - Le distanze più marcate si notano soltanto sul livello di notorietà: i più conosciuti sono Roberto Lagalla, Ruggero Razza e Gaetano Armao, quelli meno “famosi” il veneto Alberto Pierobon, Bernardette Grasso e Sandro Pappalardo. Ma tutti gli assessori sono, con differenze di decimali, severamente bocciati dai siciliani. Il voto medio in pagella è di 4: l’intero governo regionale dietro la lavagna.

Nella seconda parte del sondaggio che La Sicilia ha commissionato a “Keix Data for Knowledge” è stato chiesto a un campione rappresentativo dei siciliani (per la nota metodologica si veda la scheda a pagina 2) un giudizio sulla squadra di Nello Musumeci. Partendo dal dato sulla conoscenza, la quale - dopo un anno di lavoro quasi per tutti - si attesta fra il 72 e il 64%. Non si può dire che dunque che gli assessori, seppur con percentuali individuali diverse, siano ormai illustri sconosciuti.
Ma se li conosci li bocci. Almeno secondo le rilevazioni dell’istituto diretto da Salvo Panarello, che ha misurato - così come per il governatore - il grado di fiducia e il giudizio sull’operato dei componenti della giunta. Su entrambi i versanti il meno disastroso è Ruggero Razza (titolare delle deleghe sulla Salute), che incassa un 4,34 sia rispetto a chi si fida di lui, sia come giudizio sull’operato. Nella classifica della fiducia lo seguono a ruota Sebastiano Tusa (Beni culturali, con un 4,20) e Marco Falcone (Infrastrutture e Trasporti, con un 4,14 in pagella); gli assessori che godono del livello in assoluto più basso di fiducia sono Mimmo Turano (Attività produttive, con un voto di 3,76), Pappalardo (Turismo, con 3,84) e Pierobon (Energia e Rifiuti, con 3,88 in pagella). Razza, nei giudizi sull’operato, precede Tusa (4,24), Falcone (4,22) e Lagalla (4,12); i peggiori, in termini di fatturato amministrativo, per il sondaggio di “Keix” sono sempre Pierobon e Turano (entrambi con 3,90), seguiti da Mariella Ippolito (Famiglia, con un voto medio di 3,94).

Ma sono piccole sfumature di grigio. Perché è evidente che il verdetto dei siciliani sul primo anno di attività degli assessori regionali è negativo per tutti. Scendendo nel dettaglio, soltanto per pura curiosità, la percentuale di stroncature maggiori (43% di “scarso”, accoppiato al 32% di “mediocre”) è sull’operato di Turano, che ha ereditato la delicata gestione di un assessorato avvelenato dal cosiddetto “sistema Montante”. Quasi allo stesso livello Pappalardo, che somma un 74% di giudizi comunque negativi. di poco superiore alla media di Pierobon. Sommando i voti positivi (“sufficiente”, “buono” e “ottimo”), l’assessore catanese alla Salute ha la magra consolazione di essere promosso dal 37% dei siciliani sui risultati, con un livello di fiducia di un punto superiore. E anche in questo caso - quando cioè il campione degli intervistati ha potuto scegliere su una scala di cinque diversi giudizi - i colleghi che si avvicinano a Razza sono sempre Tusa (promosso dal 34%) e Falcone, che ottiene la percentuale più alta in assoluto di “ottimo” sia sulla fiducia (4,6%) sia sul gradimento (4,1%), arrivando a un totale di valutazioni positive che si attesta sul 31%. Nella Waterloo degli assessori di Musumeci, sono in media i due big che alla vigilia delle elezioni, seppur con percorsi differenti, fecero un passo indietro rispetto a una loro candidatura a governatore: Lagalla ottiene un 4 tondo in fiducia e un 4,12 sulla sua attività; Armao prende rispettivamente 3,92 e 4,02.

Un’ultima notazione. Comparando i risultati del sondaggio di “Keix” sulle politiche del governo regionale (il dettaglio nell’articolo e nelle tavole a pagina 2) con il “pagellone” degli assessori, c’è qualche leggerissima discrasia. Perché, pur sempre nel contesto di un’opinione negativa, i settori “neutri” - senza cioè il nome del rispettivo assessore accoppiato - hanno dato esiti leggermente diversi. In quel caso, infatti, la disapprovazione (un po’ meno) forte era relativa al settore dei rifiuti, che invece con Pierbon sta in fondo alla classifica del fatturato amministrativo; anche quello del turismo, al netto del pessimo giudizio sull’operato di Pappalardo, è fra i risultati meno imbarazzanti. E la qualità delle politiche sulla salute (di cui è titolare Razza, il “migliore” della squadra) non è in cima alle preferenze degli intervistati. Ciò significa che i singoli assessori, nel loro modo di comunicare e di farsi conoscere, possono influenzare il giudizio dei siciliani. Seppur di poco. Di molto poco.

NOTA METODOLOGICA
La rilevazione sul gradimento del governo Musumeci a un anno dal suo insedimaneto è stata svolta per “La Sicilia” da “Keix
Data for Knowledge” con 957 interviste su un campione rappresentativo della popolazione di elettori siciliani.
Modalità di rilevazione: Capi/Cawi.
Periodo di rilevazione: 29 novembre-1 dicembre 2018.

Twitter: @MarioBarresi

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