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Contratto per la Sicilia, Buttafuoco: «Nello accetta, scriverete la storia»

Sul nostro quotidiano, intervista-appello del giornalista e scrittore che invita ad un accordo a tre Musumeci-Cancelleri-Fava: non sarebbe un incesto politico ma «un innesto virtuoso»

Contratto per la Sicilia, Buttafuoco:«Nello accetta, scriverete la storia»

Parliamo di Sicilia?
«Ancora...? Ho fatto “Buttanissima Sicilia”, “Strabuttanissima Sicilia”.... Adesso mi tratterei. Non voglio parlare (si sente un «Ciao carissimo, come stai?» di sottofondo, ndr). Un attimo, devo salutare un po’ di gente...».

Pietrangelo Buttafuoco non chiude il telefono. E lo ascoltiamo mentre parla con imprecisati interlocutori: «Sapete che in Sicilia i cinquestelle hanno offerto a Musumeci di firmare un contratto di governo? Sto facendo un’intervista per dirgli di accettare...». Poi si congeda da loro. «Eccomi».

Parliamo di Sicilia?
«In questo momento c’è un encefalogramma non certo vivace. E la Sicilia tutto si può permettere tranne apnea, attesa, sospensione. Invece siamo nell'era dello sbadiglio, del “roar”...».

È passato un anno dall'inizio del governo Musumeci.
«Sì, lo so. E ai tanti che a Roma mi chiedono che succede in Sicilia, io rispondo: boh? È partita l’esperienza di Musumeci e dei suoi validi collaboratori come Razza: ricca, potente, squillante. Ma cos'è successo in quest’anno? Boh.... La Sicilia è sparita dai radar. Prima, seppur con l’operetta di Crocetta, era ogni giorno sulla ribalta. Oggi non se ne parla più. Anche quando c’è stata la strage di fango, lì a Casteldaccia, con dodici morti in tutta la regione. Un giorno su giornali e telegiornali e poi niente. Il Veneto, Zaia...».

Di Sicilia non se ne occupa nessuno.
«Anche perché lì, in Veneto, tre settimane dopo, sovrappongono la foto del prima a quella del dopo ed è una visione chiara di come si risolvono i problemi. Sono passato al casello della Catania-Messina e il casellante mi disse: “Sa che sulla frana di Letojanni ci sono cresciuti gli alberi?”».

Ma non è certo colpa di Musumeci...
«Certo che no! La sua colpa è restare ancorato a un mondo che non esiste più. Questo centrodestra, con gli scudetti, gli stemmini.... Non esiste più. Questo centrodestra, quando non è dannoso, è inutile. E ne abbiamo avuto abbondanti prove al Sud».

Il governatore ha vinto le elezioni guidando il centrodestra. Ed è coerente che governi con loro.
«Il centrodestra in Sicilia altro non è che un morente soggetto politico incapace di cambiare le cose o, peggio, interessato solo a non cambiare alcunché. L’unica che dimostra di avere un’idea innovativa è Giorgia Meloni: consegnerà a Musumeci uno studio per fare della Sicilia l’oasi della fiscalità di vantaggio, come il Portogallo».

Qualche mese dopo l’Isola era già tutta dipinta di giallo: 28-0 hanno vinto i grillini alle Politiche.
«Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana l’intero Sud non ha votato per i partiti di sistema. Si sono squagliati, come sugna nelle fogne, i vecchi potentati clientelari e i comitati d’affari. Non c’è decisione più sovrana di un popolo che ha deciso di dismettere il granaio elettorale altrui, fatto sempre di voti di sistema: dalla Dc a Forza Italia, fino al Pd di Renzi».

Non è che i grillini di governo stiano dando grandi prove...
«È politica. Magari ingenua, pasticciona, raffazzonata come una piscina smontabile. Ma comunque è politica. Dalla parte dei cittadini, contro i mercati e i gruppi finanziari».

Cancelleri ha offerto a Musumeci un contratto di governo, a patto di liberarsi di «impresentabili e poltronari». Che dovrebbe fare il governatore?
«Accettare, senza se e senza ma. Non faccia come il santo che non suda. Faccia come San Filippo ad Agira che emoziona la gente! Musumeci ha la sua specchiata onestà e la sua storia politica. Ma è il più trasversale fra i politici siciliani. Non l’hanno votato i combattenti e reduci, l’hanno votato tutti. Esca dalla baracca dell’idealista, che poi è colui che ha solo l’idea della lista...».

Un contratto con i cinquestelle non è contro natura?
«No. E aggiungo anche che la politica siciliana in questo momento ha tre figure fondamentali: Musumeci, il leader dei cinquestelle Cancelleri e Claudio Fava. Dovrebbero stare assieme. Solo così questa terra può cambiare».

Siamo all'incesto iper-strabuttanissimo! E poi Fava ha chiarito che i contratti in stile gialloverde sono anni luce distanti da lui....
«Fava ci ripensi, cambi idea. Tutto l’inimmaginabile, oggi è più immaginabile. E poi non è un incesto. È un innesto virtuoso. Musumeci lo faccia con i suoi uomini migliori: i Razza, gli Stancanelli, gli Enrico Trantino.... Si liberi di quelli che gli tagliano le gambe. Come Miccichè, che essendo il più intelligente fra i berlusconiani, non parla come una Gelmini qualsiasi, ma ha già imparato la lingua del Nazareno perché il futuro loro è con Renzi. Musumeci si liberi anche delle ruggini personali, che ci sono, con Cancelleri e accetti la proposta del contratto di governo. Coinvolgendo il meglio, compreso Fava se ci sta. Si apra la stagione delle decisioni, per liberarsi dalla tenaglia dell’impossibile. In scienza della politica questo momento si chiama “stato di eccezione”. Che necessita di un decisore. Cioè Musumeci».

In questo quadretto di fantapolitica manca soltanto la Lega...
«La Lega in Sicilia ha un problema: ha troppi voti rispetto alla classe dirigente di cui dispone. E anche qui Musumeci è perfetto. Come quel personaggio di un film di Woody Allen: con le belle donne “ci vuole uno pratico”...».

Musumeci non ha risposto al M5S.
«Lo faccia. Presto. Accettando la proposta generosa, libera e intelligente di Cancelleri. A Musumeci conviene, con il governo gialloverde a Roma. Ma soprattutto sarebbe un segno di maturità politica. Il modo migliore, per scrivere la storia. E, nel ventennale della scomparsa, per onorare Rino Nicolosi: non solo un presidente della Regione, ma uno statista... Un attimo ancora... devo salutare quelli di prima... (si avverte un vociare complice e festoso per un paio di minuti, poi Buttafuoco riprende la conversazione, ndr)».

Chi erano, se non è indiscreto?
«Una fazzolettata di ministri gialloverdi».

Più gialli o più verdi?
«Sia gialli, sia verdi...»

Twitter: @MarioBarresi

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commenti 2
  • pulsar

    06 Dicembre 2018 - 12:12

    Ma non sarebbe un incesto politico? ............SE SI DEVONO CURARE I PROPRI ..............INTERESSI «Tutt’altro: un innesto virtuoso»...................SE SI AGISCE PER ...........GLI INTERESSI ...........DELLA COLLETTIVITA'

    Rispondi

  • ASTOLFO

    06 Dicembre 2018 - 13:01

    Nietzsche aveva ragione: Buttafuoco ci propone "l'eterno ritorno" del milazzismo! Peccato che poi la storia ci ha riproposto anche l'eterno ritorno del trasformismo siciliano... No, Buttafuoco, la Sicilia deve essere dominata necessariamente da una potenza esterna. Gheddafi sarebbe andato benissimo, ora si potrebbe provare con Putin. Ma l'importante è che i siciliani stiano sotto qualcuno, non tocchino palla e si limitino ad obbedire ciecamente. L'autonomia siciliana, infatti, è una macchina impazzita senza guida, capace soltanto di fare ai siciliani (cioè a noi stessi) tutto il danno possibile, se non si ha il coraggio di scappare via dimenticandosi di esserci (sventuratamente) nati.

    Rispondi

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