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Migranti, Salvini a Conte: «Altro che prenderli in aereo, terroristi a casa»

Si alza ancora il livello dello scontro all'interno del governo deflagrato con il caso Sea Watch e acuito ora dall'operazione di Palermo

Migranti, Salvini a Conte: «Altro che prenderli in aereo, terroristi a casa»

ROMA - Arrivata al diciottesimo giorno, l'odissea dei 49 migranti bloccati a bordo delle navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye al largo di Malta fa deflagrare lo scontro all’interno del governo e porta alla luce tutte le contraddizioni dell’esecutivo gialloverde tenute faticosamente sottotraccia in questi mesi. «Accogliamo donne e bambini, c'è un limite ad ogni politica del rigore», afferma il premier Giuseppe Conte a Porta a Porta dicendosi pronto ad andarli a prendere in aereo. «Nessuno arriverà mai con il mio consenso o quello della Lega. Se altri lo faranno se ne assumeranno la responsabilità», replica duro dieci minuti dopo Matteo Salvini in diretta su Facebook minacciando in maniera neanche troppo velata conseguenze serie per il governo.

E oggi il vicepremier coglie l'occasione dell'operazione antiterrorismo di Palermo - che avrebbe sgominato un'organizzazione terroristica che faceva arrivare sui gommoni aspiranti jihadisti - per ribadire la sua posizione e riaccendere lo scontro all'interno della maggioranza: «Altro che farne sbarcare altri o andarli a prendere con barconi e aerei, stiamo lavorando per rimandarne a casa un bel po'. Scafisti e terroristi: a casa!» scrive su twitter Salvini allegando un link alla notizia dell’operazione dei carabinieri
del Ros, che hanno eseguito 15 fermi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e istigazione al terrorismo.

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