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Mantero (M5s) presenta un ddl per legalizzare la coltivazione di marijuana: «Non fa male»

Secondo il pentastellato «oltre il 70% degli italiani sarebbe concorde con la liberalizzazione dell'uso ricreativo della cannabis

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ROMA - Autoprodurre cannabis a uso ricreativo non sarà più reato. Lo prevede un disegno di legge presentato a Palazzo Madama dal senatore del Movimento 5 Stelle, Matteo Mantero. Secondo la proposta di legge - anticipata su facebook sotto il titolo «libera cannabis in libero Stato» - sarebbe permesso «coltivare fino a 3 piante femmine in casa propria o in forma associata - per un massimo di 30 soci - e di detenere fino a 15 grammi di sostanza presso il proprio domicilio e 5 grammi fuori».

La proposta Mantero prevede inoltre «di regolamentare il mercato della cannabis a basso contenuto di thc (la cosiddetta light) consentendo la vendita per uso alimentare e innalzando il contenuto di thc delle infiorescenze fino all’1%». «Ho depositato in Senato - spiega ancora Mantero su Fb - un disegno di legge per la legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati attraverso il quale cercare di avviare al più presto una discussione in parlamento, non farlo sarebbe da irresponsabili».

«In molti sono d’accordo che sia insensato perseguire chi si fuma uno spinello, visto che la marijuana non fa male come invece l’alcool e il tabacco». Il senatore M5s Matteo Mantero spiega in un lungo post sulla sua pagina Facebook i motivi che lo hanno portato a presentare un ddl per la legalizzazione della cannabis per uso ricreativo.

Cita a suo sostegno una ricerca pubblicata sulla rivista «Scientific Reports», in cui si legge che «l'alcool ha un indice di pericolosità 114 volte superiore alla cannabis, seguito da eroina, cocaina e tabacco». Secondo il pentastellato «oltre il 70% degli italiani sarebbe concorde a legalizzare l’utilizzo di questa sostanza, come storicamente hanno fatto o stanno facendo molti stati come l’Olanda, la Spagna, il Canada e diversi membri degli Stati Uniti d’America, a cui si è aggiunta, dal 1° gennaio 2019, anche la California».

Ricorda poi che la relazione annuale del 2015 della Direzione Nazionale Antimafia sottolinea che «dalla cancellazione del reato di produzione e vendita delle droghe leggere, che rappresenta più della metà del mercato degli stupefacenti, il risparmio generato ammonterebbe a quasi 800 milioni di euro». «In Italia, ogni anno, - scrive ancora Mantero - circa 5 milioni di persone fanno uso di hashish o marijuana, essendo illegale coltivarla a casa propria queste persone sono costrette a rivolgersi al mercato nero».

Il parlamentare si sofferma poi sui danni provocati alla salute dal fatto che «la cannabis viene «tagliata» con sostanze di vario tipo allo scopo aumentare il peso dell’erba ed avere più profitti, ma anche per aumentare l’effetto psicotropo o per rendere più belli i fiori. Nei campioni sono stati trovati ammoniaca, lacca, lana di vetro, piombo, alluminio, ferro, cromo e cobalto». «Le stesse considerazioni - sottolinea Mantero - si possono fare per la cosiddetta cannabis light, utilizzare quella in vendita negli shop al posto di quella presente sul mercato illegale è molto più sicuro per la salute pubblica e rappresenta un danno per la criminalità. Paradossalmente sarebbe ancora più sicuro se fosse consentito l’uso di questa sostanza a fini alimentari o erboristici perché ovviamente le infiorescenze dovrebbero rispettare standard produttivi diversi, ancora più stringenti».

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