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Naufragio, Orlando evoca una Norimberga
«Salvini, non potrai dire che non sapevi»

Il sindaco di Palermo parla di genocidio. Ma il ministro dell'Interno: «Porti chiusi»

Naufragio, Orlando evoca una Norimberga«Salvini, non potrai dire che non sapevi»

Il naufragio nel Canale di Sicilia costato la vita a 117 migranti ha riacceso la polemica in Italia sulle politiche dell’Immigrazione. E a rilanciarla con durezza è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha parlato di una sorta di secondo processo di Norimberga (quello che nel secondo dopo guerra vide i gerarchi nazisti alla sbarra per i crimini di guerra). «Continua un genocidio e direi al ministro Salvini: si farà un secondo processo di Norimberga e lui non potrà dire che non lo sapeva» ha detto Orlando, a margine della cerimonia in ricordo del magistrato Paolo Borsellino, in via D’Amelio, in cui è intervenuta anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. 

Dai superstiti arrivano intanto testimonianze agghiaccianti: «Meglio morire che tornare in Libia» hanno raccontato gli unici tre su 120 che si sono salvati dal naufragio. Sono sotto choc, in ipotermia e traumatizzati e sono stati accolti a Lampedusa. Hanno raccontato delle «violenze e gli abusi» cui sono stati sottoposti in Libia. «Siamo rimasti tre ore in mare, sperando che qualcuno si accorgesse di noi», hanno detto ai soccorritori. I migranti a bordo del gommone naufragato non indossavano i giubbotti di salvataggio. Dei tre superstiti, due sono riusciti a salire sulla zattera gonfiabile lanciata in mare da un velivolo dell’Aeronautica e uno era in mare. Riguardo al numero dei morti, il dato è incerto. I sopravvissuti parlano concordemente di 120 persone a bordo, mentre le autorità libiche danno una stima approssimativa di 50. I soccorritori hanno visto almeno 20 persone, ma a quel punto il gommone era già semiaffondato.

Ma Salvini non arretra: «Una Ong ha recuperato decine di persone. Si scordino di ricominciare la solita manfrina del porto in Italia o del 'Salvini cattivo. In Italia no» ha detto, come di consueto, sui social il ministro dell’Interno.

«Il naufragio di ieri – ha aggiunto - è la dimostrazione che se riapri i porti ritornano i morti. Ribadisco, cuori aperti da chi scappa dalla guerra, ma porti chiusi», ha sottolineato ancore il vicepremier. «Si scordino di ricominciare come a Natale e Capodanno - ha ribadito - In Italia i porti erano, sono e rimarranno chiusi. La difesa dei confini nazionali è un dovere costituzionalmente previsto per ogni cittadino e maggiormente per un ministro dell’Interno».

Salvini ha poi attaccato ancora le ong. «Sarà una coincidenza che da tre giorni c'è una nave di una ong olandese e tedesca che gira davanti alle coste della Libia e gli scafisti tornano a far partire barchini e barconi che poi affondano - ha detto -. Se uno scafista, che è uno schifoso trafficante, sa che se mette in mare questi disperati c'è qualcuno che li aiuterà, continuerà a far quattrini. Quelli che si fingono buoni si rivelano aiutanti dei cattivi e quelli che vengono descritti come cattivi vogliono immigrazione regolare e ordinate. Le Ong pensano di far del bene, ma all’atto pratico non lo fanno».

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commenti 3
  • enzo1361

    19 Gennaio 2019 - 19:07

    Taci Orlando che è meglio,guarda palermo che è piena di gente di colore che delinque a più non posso e tu stai a guardare.

    Rispondi

  • Mirko

    19 Gennaio 2019 - 23:11

    Orlando, ma lei riesce solo a dire ....ate? Il tempo che ha a sua disposizione lo dedichi per risolvere alcuni problemi della città.

    Rispondi

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