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«Ambiente, mentre la politica chiacchiera nell'Isola la salute è sempre più a rischio»

#Sicilia2030, prosegue sul nostro quotidiano il dibattito sui grandi temi nel presente e nel futuro dei siciliani. Oggi riflettori puntati su territorio ed ambiente, con un intervento - tra l'altro - della presidente del Wwf Italia

«Ambiente, mentre la politica chiacchiera nell'Isola la salute è sempre più a rischio»

La giornalista e conduttrice tv Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia

Nonostante ambiente e sostenibilità non siano più un tabù nel lessico della politica e dell’economia, sempre più cittadini sono preoccupati per la situazione ambientale: evidentemente alle parole non corrispondono azioni conseguenti. Da una recente ricerca di Swg ben l’81% degli intervistati prova un timore crescente per la situazione ambientale del luogo in cui vive. Un dato che cresce del 10% rispetto a quello dello scorso anno quando a manifestare i medesimi timori era stato il 71% degli intervistati. Cosa preoccupa di più i cittadini? Soprattutto il riscaldamento globale e l’emergenza rifiuti (42%), ma è forte anche la preoccupazione per l’inquinamento di aria e acqua (36%) oltre che per quello da plastica (30%).

Emergenze ambientali che non risparmiano la Sicilia che fatica a risolvere i propri problemi, a cominciare dalla gestione dei rifiuti. Purtroppo, la raccolta differenziata continua ad essere al 30% a fronte di un obiettivo di legge del 65%. Sebbene il trend sia positivo con un aumento di 8 punti percentuali dal 2017, i progressi continuano ad essere troppo lenti.

Dai Sin (Siti di Interesse Nazionali per le bonifiche) siciliani arriva un vero e proprio allarme. Mentre mancano segnali significativi sul versante delle bonifiche e la situazione sanitaria è sempre più drammatica. Lo studio Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a rischio da Inquinamento), confermato dal rapporto 2017 del sistema di sorveglianza Salute e Ambiente dell’Assessorato Regionale della Salute, evidenzia, la presenza di patologie da malformazioni superiori alla media nazionale nelle aree di Gela e Milazzo e oncologiche (tra i quali quelle legate all'amianto) nei Sin di Milazzo, Biancavilla e Augusta.

Come più volte ha denunciato il WWF, sull'Isola la caccia è fuori controllo. La scarsa vigilanza e il bracconaggio hanno determinato un contesto di illegalità diffuso e insostenibile. L’uccisione, nel trapanese, di “Clara” un capovaccaio, (specie in via di estinzione liberato in Basilicata nell'ambito di un Life) e, pochi giorni, dopo di “Pumba” un raro esemplare di aquila del Bonelli insieme all'abbattimento di due nibbi in migrazione a Calatafimi, di un falco pescatore nel messinese, oltre che di sterne e poiane, hanno reso evidente la portata dell’emergenza.

Nonostante gli sforzi della Direzione pesca e della Guardia Costiera, spadare, pesca al bianchetto, maglie illegali delle reti a strascico sono ancora frequenti così come la cattura di tonno sotto taglia e fuori quota. Preoccupa la diffusione della pesca abusiva ad opera di non professionisti che vendono le proprie catture (spesso specie protette e esemplari sotto taglia) in un vero e proprio “mercato nero parallelo” che crea gravi danni anche alla pesca legale.
Nei mari siciliani e in particolare nel Canale di Sicilia continuano le richieste di esplorazione e di coltivazione di idrocarburi in aree instabili, anche in assenza di studi geologici attendibili. Isole come Lampedusa, dove ancora sono in funzione centrali termoelettriche vecchie e obsolete, dovrebbero diventare il laboratorio di un modello energetico rinnovabile e a zero emissioni.

Ogni anno la Sicilia deve subire la distruzione di vaste aree naturali, causata, nella maggioranza dei casi, da incendi dolosi che non solo accelerano il processo di desertificazione ma fanno crescere il rischio idrogeologico. Le alluvioni, legate anche all'abusivismo e alla cementificazione degli alvei fluviali, continuano a creare danni e, purtroppo, vittime.
La rete Natura 2000 che sull'Isola conta oltre 230 aree protette soffre per la non corretta applicazione delle norme di tutela, con il rischio di sanzioni da parte dell’Europa. Le 71 riserve naturali siciliane rappresentano un patrimonio naturalistico straordinario ma, non sempre, adeguatamente gestito. Di queste le 20 riserve affidate alle associazioni ambientaliste, a cui la Corte dei conti ha riconosciuto maggior dinamismo, sono, da anni, ostaggio di continui problemi legislativi e finanziari, che ne mettono a rischio la tutela.

Dal punto di vista ambientale la Sicilia deve affrontare grandi fragilità in aspetti cruciali per la difesa del proprio capitale naturale e della salute. Ma purtroppo è ancora lontana dal raggiungere i traguardi che la sua straordinaria bellezza, la sua storia, la sua unicità e i suoi cittadini meritano. Per questo il Wwf lancia un appello, ai cittadini, alla società civile e alle istituzioni per rimboccarsi le maniche e costruire, insieme, un futuro di benessere e sostenibilità.

*Presidente Wwf Italia

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