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Processo a Salvini, il “televoto” del M5s fa discutere: la domanda è a trabocchetto

Di Redazione

CATANIA - Continua il travaglio all’interno del M5s sul voto al Senato per l’autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Catania per Salvini sul caso Diciotti, tanto che il Movimento ha affidato la decisione agli iscritti attraverso la piattaforma Rousseau.  Il voto sarà aperto domani dalle 10 alle 19. 

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Il ministro Matteo Salvini ha agito o no nel pubblico interesse, impedendo lo sbarco dei migranti trattenuti a bordo della nave Diciotti? E’ questa la domanda alla quale i militanti del M5S saranno chiamati a rispondere I militanti del M5S sono chiamati a rispondere con un "Sì", se si vuole negare l’autorizzazione a procedere o con un "No" se si vuole, al contrario, che il ministro dell’Interno venga processato per la decisione di aver trattenuto a bordo un gruppo di migranti della nave Diciotti, nell’agosto del 2018. 

Ed è proprio il modo in cui è stata posta la domanda che sta facendo discutere. La prima bordata arriva dalla senatrice M5S Paola Nugnes. "Dobbiamo votare NO per sostenere il SI?», scrive su twitter in grassetto su sfondo rosso con tanto di emoticon che imita l’urlo di Munch. E sul blog delle Stelle infuria la polemica per il quesito sottoposto agli iscritti: «Ma state orientando il voto. Che cazzo ci sta succedendo ragazzi?», si chiede per esempio Roberto Cherubini. Luca si definisce «un elettore del M5S dal primo minuto, ma per questo quesito, vi riporto una frase di Beppe Grillo: «I referendum abrogativi. Dove per dire sì devi votare no. E per dire no devi votare sì. Come uno che va a sposarsi e il prete dice: 'La vuoi mandare a cagare?' 'No.' 'Allora vi dichiaro marito e moglie". Ecco... in questo caso, state agendo proprio come fanno sempre gli altri partiti per girare la frittata, e questo non mi piace per niente. La domanda esatta doveva essere: 'Volete concedere l’autorizzazione a procedere?'. In modo che SI voglia dire SI, e NO voglia dire NO». E Bruno: «Cercate di fare i furbi anche nelle procedure del Si e del No per confondere. Non ci vuole una pagina di spiegazione. Votate SI per processare Salvini senza tanti giri di parole piantatela con le cazzate. Interesse pubblico? Inventatene un’altra ascoltate i vostri elettori perché dopo questa, cioè se salvate Salvini siete finiti».

Più chiara nella sua obiezione è Viviana V.: «Ma non si può scrivere semplicemente "vuoi che Salvini vada a processo?! Dovevate proprio infilarci una doppia negazione????? Idioti!!!». E se Giorgio Masari si domanda «Idioti o furboni????», Niccolò Bellandi ragiona: «Ma vi siete accorti che le risposte sono formulate in maniera opposta rispetto a come vengono poste sui media?!! É sempre stato detto che il No era per impedire l'autorizzazione, invece qui é formulata nel senso opposto. In questo modo non può che generare confusione!». E Randa: «Continuate a fare le domandine trabocchetto da prima Repubblica. Avanti così grandi statisti . Alle prossime elezioni prevedo che nostri molti politici emigreranno verso la Lega (dato che il movimento morirà) per non perdere la poltrona».

Ed è lo stesso fondatore del Movimento 5stelle a ironizzare sul quesito:  «Se voti Si vuol dire No Se voti No vuol dire Si Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste», scrive in un tweet Beppe Grillo, citando il celebre paradosso del romanzo Comma 22 (dove la facoltà di scegliere è solo apparente) e la sindrome che indica, in una persona, il disprezzo per chi è considerato avere un maggior successo.

Tra l'altro è polemica non solo sul velato tentativo di indirizzare il voto invertendo la domanda e facendo confusione fra immunità e interesse pubblico, ma anche sulla ricostruzione di quanto avvenuto nel porto di Catania sulla nave Diciotti, dove i migranti a bordo erano 177 e non 137 come scritto sul quesito nella parte in cui ricostruisce i fatti: un altro piccolo "sconticino" a Salvini. 

Oltre che dagli iscritti, segnali di fibrillazioni sono arrivati ieri  anche dai consiglieri comunali del M5s a Torino che hanno anticipato che domani voteranno per l'autorizzazione visto che «non si può tradire la propria coerenza per non mettere a rischio il Governo, sarebbe un ragionamento da vecchia politica». I «conti» il M5s li farà online e, conferma il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, l’esito sarà vincolante. 

Se dovesse passare l’autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier Matteo Salvini è molto probabile una crisi di governo, secondo quanto rivelato da fonti di governo del M5S, che registrano in queste ore «preoccupazione» sulla vicenda. 

Intanto Salvini si dice «tranquillissimo» su «voto e processo» perché, sostiene, «gli italiani sanno che ho agito per il loro bene e la loro sicurezza». 

Sul ritardi di 5 giorni nello sbarco di 177 migranti dalla nave Diciotti nell’agosto 2018 a Catania il procuratore Zuccaro ha già chiesto l’archiviazione dell’inchiesta su Salvini per sequestro di persona aggravato ritenendo che il ministro fosse "giustificato dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale». Tesi non condivisa dal Tribunale per i ministri che ritiene abbia «abusato dei suoi poteri» tenendo i migranti sulla Diciotti per motivi «meramente politici». Stesso collegio chiamato ora a decidere sull'eventuale richiesta della Procura di Catania nei confronti di Conte, Di Maio e Toninelli.

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