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Adham Darawsha: «Sono qui da venti anni e adoro le arancine»

Di Redazione

"Ho vissuto 20 anni a Palermo, in questa città sono cresciuto. Ieri sono tornato dopo una lunga assenza e la prima cosa che ho cercato sono stati un’arancina e un cannolo. Quindi più palermitano di così... ".

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Adham Darawsha, medico palestinese ed ex presidente della Consulta delle culture di Palermo, da oggi neo assessore alle Culture del Comune, scherza assediato dai cronisti. Nella nuova Giunta politica lo ha voluto direttamente il primo cittadino, Leoluca Orlando, in perfetta continuità con la politica di accoglienza che il professore da sempre porta avanti.

Darawsha, 39 anni, cittadino italiano dal 2017, ha le idee chiare: "Palermo è una città ricca di culture, religiosa, artistica, monumentale, gastronomica - dice - La diversità è ricchezza e la cultura deve diventare un collante, un ponte per costruire il senso di comunità in un Paese che ultimamente lo ha smarrito".

Cultura che unisce, quindi. Partendo, però, da una solida base. "Bisogna valorizzare il patrimonio che abbiamo accumulato nell’esperienza precedente con l’assessore Cusumano, con Palermo capitale della cultura e Manifesta. Un patrimonio che cercheremo di rendere il più fruibile possibile".

Il suo ingresso in Giunta è l’ennesima sfida a Matteo Salvini da parte di Orlando, che nei mesi scorsi ha guidato la pattuglia dei sindaci "ribelli" contro il decreto Sicurezza? "Dovreste chiederlo al sindaco", taglia corto, assicurando che "non mi aspettavo questa scelta, sono stato informato all’ultimo minuto".

E tra le sfide che il nuovo assessore ha davanti a sé c'è quella di "portare la cultura nelle periferie. "Sono una parte della città da valorizzare e lo faremo - aggiunge - La cultura non è elitaria". "Ha una grande esperienza internazionale, parla dall’ebraico all’arabo, dall’inglese al tedesco e benissimo il siciliano, è la persona giusta per affrontare questa sfida", conclude Orlando.

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