FdI, anche ministro Giuli a Brucoli: «Nessuna discontinuità con azione di Sangiuliano»
Il ministro della Cultura ha parlato anche dell'imminente nomina, a Palermo, del soprintendente del Teatro Massimo
Vertice FdI, ministro della Cultura Alessandro Giuli a Brucoli
«Pontida? L’Italia è una indivisibile, su questo mi pare che fa fede la Costituzione. Tutto il resto è materia di negoziato su cui peraltro pende ovviamente un ragionamento, una valutazione. Ma mi pare evidente che i presupposti fondamentali non cambieranno mai», lo ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli a Brucoli, dove si è svolto un vertice di FdI.
«Non ci sarà nulla di discontinuo rispetto all’azione del ministro Sangiuliano. Ci sarà un tratto più marcato di interesse strategico verso la rigenerazione culturale delle periferie delle città metropolitane. Visione del rapporto tra centro e periferia legata al paesaggio. Volontà di insistere su rigenerazione culturale e premiare chi incoraggia la lettura. Dobbiamo riavvicinare i lettori alla cultura, con un incentivo dal basso per creare domanda di qualità culturale».
Nella nomina a ministro «da parte della Meloni c'è stata la consapevolezza di dimostrare sicurezza e continuità» e io ero stato «la prima scelta di Sangiuliano» al Maxxi, quindi c'è stata una scelta di «continuità», ha precisato Giuli intervistato dal giornalista Pietro Senaldi.
«Ho dovuto presiedere un G7 a Napoli - ha ricordato - con i riflettori di tutto il mondo addosso e i colleghi del G7, allargato a India e Brasile, espressioni di governo di sinistra e centro sinistra. Ho notato nei bilaterali nei confronti di questa Italia rispetto, aspettative curiosità e amicizia. Siamo tornati al centro dell’interesse internazionale».
Giuli ha spiegato di «rappresentare una destra senza paraocchi ideologici». "Sono nato - ha aggiunto - in una famiglia con due affluenti: materno di nonno monarchico e paterno che ha fatto la marcia su Roma e portato la famiglia a Salò».
«Per la destra - ha sottolineato - la cultura è sempre stata strategica e importante. La metà del catalogo Adelphi è occupata da eccelsi intellettuali e studiosi che arrivano da destra».
E ancora sul Teatro Massimo di Palermo "deve completarsi la governance che esprimerà il Sovrintendente, e la cosa avverrà a breve», ma «io non posso, e non rientra nella mia titolarità, dire se Marco Betta rimarrà o meno perché è una decisione corale che deve tener conto delle esigenze" della città», ha aggiunto il ministro.
«Non ci sono nomi che si calano dall’alto - ha aggiunto il ministro - non ci sono nomi che spuntano dal basso. Quello che posso dirvi è che a breve la questione verrà chiarita nel modo migliore e più soddisfacente per tutti. Ci sarà completamento, diciamo, della governance e poi verrà tutto secondo ordine e concordia tra tutti i soggetti interessati, ve lo assicuro».