13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12 gennaio 2026 23:41
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Schifani: «Sui termovalorizzatori sarà una corsa a ostacoli, ma li farò, i siciliani sono con noi»

Rifiuti, ex province, forestali, sanità: a margine dell'evento tecnologico di Palermo, il presidente della Regione ha affrontato anche tanti temi politici

Redazione La Sicilia

23 Gennaio 2025, 13:17

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Il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani interviene al convegno "La salute come fondamentale diritto per una riforma della sanità", presso la Camera dei Deputati, Roma, 05 aprile 2024, ANSA/VINCENZO LIVIERI

«Sul tema dei termovalorizzatori i siciliani sono con noi. Andremo avanti, nonostante i ricorsi. La corsa sarà a ostacoli in tutti i sensi, ma io sono determinato senza sé e senza ma». Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, parlando a margine di un incontro su 'Digital, connectivity and Mediterranean', in corso a Palermo.

Schifani a margine dell'evento ha toccato anche altri temi politici come il recente cambio al vertice dell'assessorato alla Sanità: «Daniela Faraoni farà molto bene. Dovevo fare una scelta, in poche ore, e non potevo che scegliere una figura che fosse già sul pezzo, esperta di sanità pubblica, per proseguire il lavoro fatto dalla Volo. Rivendico questa scelta che ha acquisito il plauso da parte dell’opposizione è questo mi incoraggia. Ho puntato su una figura di estrema qualità e garanzia».

Ma ha affrontato anche il tema dei forestali: «In merito alla situazione dei forestali siciliani prima il governo dovrà verificare l'andamento del conti. La soluzione dei forestali passa da un aumento sensibile della spesa corrente. Uno degli accordi che io ho stipulato con il governo nazionale, quando mi sono insediato, con il ministro Giorgetti, era evitare l’aumento della spesa corrente. Se non ho certezza dell’andamento dell’aumento delle entrate tributarie, dovremmo fare una forte riflessione».

Il governatore ha parlato anche delle ex province: «Emendamento al decreto emergenze sul tema dell’elezione diretta nelle province? E’ una proposta su cui riponiamo buone speranze. Se non vi è una copertura nazionale ad una riforma elettorale, senza deroga alla Delrio, diventa tutto più difficile e possibilmente impugnabile e questo è un rischio che il governo non può correre».