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Amministrative: la Lega cresce anche in Sicilia, Caltanissetta vira a destra

Di Redazione

CATANIA - Secondo i primi dati che emergono dal voto delle comunali in Sicilia vi sarebbe un calo del M5s, soprattutto nei comuni che già aveva amministrato come Bagheria e Gela, e un risultato positivo per le liste di Centrodestra. La Lega prende consensi e forse un suo candidato sindaco va al ballottaggio a Gela.

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I candidati sindaco del M5s, secondo i primissimi numeri non ufficiali dello spoglio dei sette comuni che votano col maggioritario a doppio turno, potrebbero andare al ballottaggio a Caltanissetta, Castelvetrano e Mazara del Vallo (Trapani). A Caltanissetta, unico capoluogo chiamato a eleggere sindaco e Consiglio comunale, a meno della metà di schede scrutinate sarebbe in vantaggio Michele Giarratana, candidato del centrodestra con oltre il 40% dei voti, seguito dal candidato del M5s Roberto Gambino con il 18%. Caltanissetta è la città del leader dei 5s in Sicilia, Giancarlo Cancelleri.

A Bagheria è in vantaggio Filippo Tripoli, appoggiato da una lista civica che è al 41%, mentre Gino Di Stefano (centrodestra) è al 36,2%. Bagheria viene da un’amministrazione M5s guidata dal sindaco Patrizio Cinque. La candidata del Movimento per ora è al 14%.

A Gela si dovrebbe andare al ballottaggio tra Lucio Greco, che è attorno al 36% appoggiato da cinque liste civiche - anche da Pd e Forza Italia senza simboli - e Giuseppe Spata, candidato della Lega che è al 30,4%. A Castelvetrano, che ha avuto un calo dei votanti del 20%, si profila un ballottaggio tra Calogero Martire (liste civiche) e il candidato M5s, Enzo Alfano. A Monreale Alberto Arcidiacono (liste civiche e Diventerà bellissima) è al 24%, seguito da Pietro Capizzi, appoggiato da liste di centrosinistra. A Mazara del Vallo dopo alcune sezioni scrutinate è in vantaggio Salvatore Quinci (liste civiche), seguito da Nicolò La Grutta di M5s e Giorgio Randazzo appoggiato dalla Lega.

Ad Aci Castello (Catania) è in vantaggio Carmelo Scandurra (liste civiche), seguito da Clara Carbone (centrodestra). Scandurra, ex presidente del Consiglio comunale che aveva avuto l’appoggio anche di alcuni ex assessori della Giunta Drago, sostenuto da ben 7 liste civiche ha ben presto superato addirittura quota 55 per cento, il che gli garantirebbe, quindi, se confermato sino alla fine dello spoglio, di gran lunga l’elezione al primo turno senza dover ricorrere al ballottaggio, previsto soltanto nel caso che nessun candidato raggiunga il 40 per cento dei voti al primo turno. E gli altri candidati Ezia Carbone e il grillino Bonaccorso sarebbero ben lontani dal poter insidiare Scandurra.

A Motta Sant'Anastasia il sostegno del ministro Salvini (che venerdì vi ha tenuto un affollato comizio) dai primi dati sembra aver dato lo slancio decisivo al sindaco uscente Anastasio Carrà che è partito subito in vantaggio - seppur limitato - rispetto al rivale Danilo Festa. Più staccati gli altri candidati a sindaco, Consoli e Santagati.

E, nei due Comuni, ha fatto discutere non poco l’impegno neanche tanto occulto che avrebbe profuso il deputato regionale Sammartino alla Lega per sostenere Carrà a Motta e poi per sostenere Scandurra in riva allo Ionio.

A Ragalna la riconferma del sindaco uscente Salvatore Chisari sullo sfidante (ma ex suo assessore all’'nizio del mandato) Emanuele Motta è sembrata evidente sin dall’inizio dello spoglio anche se nella sezione 1 le operazioni sono andate con un certo ritardo. Impossibile collocare nitidamente i due nella geografia politica giacché le dimensioni del paese impongono aggregazioni eterogenee. 

A Zafferana, infine, in vantaggio l’avvocato Salvatore Russo, assessore all’Urbanistica uscente, sostenuto anche da Anthony Barbagallo, rispetto a Rosaria Coco (sostenuta da Firrarello, Pogliese e Castiglione), per dieci anni consigliere comunale di opposizione.

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