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Norme Ue e piani di rientro, le altre norme su cui il Mef coglie in fallo la Regione

Oltre ai criteri sui fondi anche conflitti di competenze contabili e previdenziali

12 Marzo 2025, 16:11

P.A: firmato all'Aran contratto Funzioni centrali

Esterno del ministero dell'Economia e delle Finanze a Roma in una foto d'archivio. (generica, simbolica, sede) ANSA / MEF.GOV.IT +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY - NPK+++

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Basterebbe la paventata violazione all’articolo 3 della Costituzione, quello che dice che tutti i cittadini sono uguali e che non ci possono essere cittadini più uguali di altri, per fare saltare il banco del maxi-emendamento della finanziaria regionale 2025. Ma non c’è solo quella. Nella lettera con la quale il ministero dell’Economia propone di impugnare di fronte alla Consulta le mancette per enti pubblici, si fa riferimento anche ad altre presunte irregolarità. Che metterebbero in discussione ben più di sagre e carnevali.

Per il Mef gli articoli 8, 9, 46 e 56 della legge 30 («Disposizioni finanziarie varie»), per esempio, violerebbero il piano di rientro della Regione Siciliana. Cioè l’accordo Stato-Regione per ripianare il disavanzo e tramite «riduzioni strutturali degli impegni di spesa corrente». Così gli uffici romani contestano, per questo motivo, i «Contributi straordinari per interventi e programmi nel settore sanitario». E questo nonostante la spesa in sanità sia esclusa da quelle che devonoe ssere tagliate per risanare le casse degli uffici palermitani.

Per il 2025 si assegnano 2,175 milioni di euro extra all’assessorato regionale alla Salute. Che dovrebbe spenderli, per esempio, per comprare “culle per la vita” per le nove città capoluogo (200mila euro). Ma anche, in modo molto più dettagliato, per «interventi a favore della prevenzione del randagismo» a Nicolosi, in provincia di Catania (50mila euro); 300mila euro all’Oasi di Troina per la riduzione delle liste d’attesa; 225mila euro all’Asp di Siracusa per il rafforzamento del Pte in tema di patologie cardiovascolari gravi; 40mila euro a una parrocchia di Palermo per l’attivazione di un poliambulatorio con finalità sociali; 600mila euro all’Arnas Garibaldi di Catania per la “Scuola di training e chirurgia ospedaliera”. Ci sono pure centomila euro per il Comune di Niscemi affinché faccia uno screening della popolazione per «monitorare eventuali patologie» legate alla presenza del Muos.

Sempre in tema di sanità, sarebbe una violazione del piano di rientro regionale l’aumento del budget, a parità di unità di personale, destinato ai «comandati della sanità». Cioè i lavoratori presi dalle aziende sanitarie e ospedaliere e spostati negli uffici regionali, affinché si occupino di monitorare il contenimento della spesa nel loro settore.

Per il Mef, contrasterebbe con l’obiettivo di ripianare il disavanzo regionale anche l’assegnazione di 4,105 milioni di euro all’assessorato alla Famiglia. Soldi che si traducono in un lungo elenco di parroccchie, che hanno oratori, che hanno marginalità socioculturali da affrontare (e, in qualche caso, arredi sacri da acquistare e immobili da manutenere).

Problematico è anche, secondo gli uffici ministeriali romani, il contributo di due milioni di euro festeggiato come una conquista dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente che da mesi chiedeva aiuti, risorse, supporto. Soprattutto per assumere il personale necessario a monitorare le aree a elevato rischio di crisi ambientale (vedi alla voce, per citare l’esempio più rilevante, petrolchimico di Siracusa).

Per restare sull’ambiente, il ministero sostiene pure che sia una violazione della normativa contabile lo spostamento delle risorse delle royalties per la ricerca degli idrocarburi. La legge regionale prevedeva che nei territori in cui si «ricercano e coltivano idrocarburi liquidi e gassosi» le aziende dovessero versare una percentuale di guadagno alla Regione ai Comuni. Questi ultimi avrebbero dovuto usare i soldi per lo «sviluppo dell’occupazione» e per «interventi di miglioramento ambientale». Una vera e propria compensazione dell’impatto delle attività legate alla petrolchimica. Dall’entrata in vigore della finanziaria, adesso le royalties potranno essere usate anche per il risanamento finanziario dei municipi in dissesto e pre-dissesto. Con buona pace dell’ambiente.

Ci potrebbe essere qualche conflitto con la normativa europea, invece, nel caso della compensazione nei confronti dell’Ast, Azienda siciliana trasporti, che per sei anni dalla data di affidamento del servizio non dovrà aumentare il costo dei biglietti. Ottenendo in cambio una compensazione di quattro milioni di euro per ciascun anno del triennio 2025-2027. Medesimo contrasto con l’Ue il Mef lo individua rispetto all’anticipazione concessa alla società Siciliacque. Cui, per colpa della morosità altrui, vengono dati per il 2025 quasi undici milioni extra.

Infine, tra le violazioni supposte dal ministero dell’Economia e delle finanze, ce n’è una che riguarda le competenze statali in materia contabile. L’articolo 44 delle «Disposizioni finanziarie varie» autorizza la tesoreria regionale a investire fino al 50 per cento delle giacenze di liquidità in titoli di Stato. Le «maggiori entrate - si legge - sono destinate al pagamento delle rate dei mutui e alla remunerazione dei costi del servizio del contratto di tesoreria».