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Europee, Chinnici: torna in Europa la magistrata simbolo della legalità

Di Giuseppe Bianca

Palermo - Caterina Chinnici torna a Strasburgo scandendo la sua conferma a suon di voti (94.749 in Sicilia, 112mila nella circoscrizione). Un’affermazione netta, quella del magistrato palermitano, figlia del consigliere istruttore magistrato di Cassazione Rocco Chinnici che la mafia assassinò a Palermo il 29 luglio del 1983. La sua rielezione ha avuto il sapore di un referendum interno in un partito che ha deciso di smettere di litigare un minuto prima di ripartire con la conta dei voti, per provare a risalire la china dopo le ultime sconfitte delle Regionali e delle Politiche.

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Da un lato il popolo del Pd ha voluto individuare i suoi simboli nelle candidature strutturate di Bartolo e di Caterina Chinnici, affidando in tal senso ai militanti un’indicazione secca che ha trovato notevoli margini per essere seguita e dall’altro non ha guastato la convergenza in alcuni territori di veri e propri big del voto come Luca Sammartino nel Catanese che hanno completato l’opera.

Per Chinnici infatti oltre ai 6.737 voti della città etnea sono arrivati anche 24.508 voti nella provincia etnea che ne hanno fatto la candidata più votata. Ma sarebbe riduttivo provare a mettere un’etichetta dietro un voto che ha avuto la possibilità di interfacciarsi a più livelli. Un dato che ha trovato conferma anche negli altri territori: Palermo (27.641 voti); Messina (12.215 voti) e Siracusa (6.586 voti), ma al tempo stesso la conferma di un trend in cui influisce molto il voto di opinione, ha ingrossato le file di un consenso che le vale il secondo mandato. Il profilo basso mantenuto nel corso della legislatura, la scelta di riempire poco e nulla la scena della comunicazione, affidandosi a metodi e percorsi che fanno più parte della politica meditata di ieri che non di quella strillata e condivisa dell’universo “social” di oggi, non le hanno impedito di ripetere l’esperienza europea.

Chi non ha fatto mancare il suo apprezzamento su twitter è stato il segretario del Pd Davide Faraone, alla fine soddisfatto del risultato, ma consapevole, che nel complesso c’è ancora molta strada da fare: «Il Pd – ha detto - porta in Europa la Sicilia della solidarietà e della legalità. Buon lavoro a Pietro Bartolo, medico di Lampedusa pieno di umanità e a Caterina Chinnici, magistrato e donna simbolo di una Sicilia che sceglie la legalità». Un risultato dunque quello di Chinnici reso possibile da un’unione di forze sul campo che è stato il valore aggiunto in questa tornata di voto come ha voluto evidenziare il parlamentare regionale Antonello Cracolici: «A Pietro Bartolo e Caterina Chinnici vanno i miei complimenti per il risultato raggiunto – commenta - ma è doveroso riconoscere l’impegno di tutti gli altri candidati che hanno portato avanti una campagna elettorale difficile e impegnativa, ridando energia al nostro partito».

Adesso dall’Isola dem che ha alzato a lungo la voce negli ultimi anni, sia all’interno che dopo la fine dell’esperienza di Crocetta a Palazzo d’Orleans, litigando anche per la segreteria regionale, arrivano in Europa due volti miti che parlano a bassa voce. Due protagonisti attesi alla prova dei fatti.

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