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Occhiuto: "Non mi farò fermare, mi dimetto e mi ricandido"

La decisione è collegata all’inchiesta della Procura di Catanzaro che lo vede indagato per corruzione, ma a spingerlo alle dimissioni è il tentativo di bloccare le opere che si stanno realizzando nella regione

31 Luglio 2025, 20:21

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"Ho deciso di dimettermi, ma ho deciso anche di ricandidarmi, ho deciso di dire ai calabresi: siate voi a scrivere il futuro della Calabria, siate voi a dire se la Calabria si deve fermare o se questo lavoro deve proseguire. Tra qualche settimana, quindi, si andrá a votare, e saranno i calabresi a decidere il futuro della Calabria, non altri".

Lo ha annunciato, tramite un video social, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. "Ma perchê quando qualcuno cerca di fare qualcosa di buono in questa Regione, tanti altri - che godono solo per il fallimento della Calabria - vorrebbero fermarlo? È quello che sta succedendo oggi in Calabria - prosegue Occhiuto -. Ho deciso di portarvi qui, di farvi vedere questo cantiere, il cantiere della metropolitana di Catanzaro - aggiunge -.

Ma avrei potuto portarvi in tanti altri luoghi della Calabria - a Sibari, nell'ospedale della Sibaritide; a Vibo, nell'ospedale di Vibo; a Palmi; nei cantieri degli aeroporti; in quelli della SS106 - per farvi vedere quante opere si stanno realizzando e quante opere oggi si vorrebbero fermare. Chi vorrebbe fermarle, la magistratura? No, io non ce l'ho con la magistratura. Non cambio idea: ho sempre detto che in una Regione complicata come la Calabria i magistrati devono fare il loro lavoro serenamente. D'altra parte, io ho chiarito ogni cosa, non ho nulla da temere dall'inchiesta giudiziaria. Sapete con chi ce l'ho? Ce l'ho con tutti questi politici di secondo piano, tutti questi che in politica non hanno mai realizzato nulla per la Calabria in tanti anni. Ce l'ho con questi odiatori, con queste persone arrabbiate con la vita, che tifano per il fallimento della Calabria, che quasi sono contenti quando si parla male della Calabria. Ce l'ho con questi che utilizzano l'inchiesta giudiziaria come una clava per indebolire o per uccidere politicamente il presidente della Regione: non sará cosí. Peró devo considerare anche quello che sta succedendo nella mia amministrazione. Guardate, io penso che in un Paese civile nessuno debba dimettersi perchê riceve un avviso di garanzia, nessuno. Peró nella mia amministrazione oggi sta succedendo che é tutto bloccato: nessuno si assume la responsabilitá di firmare niente, tutti pensano che questa esperienza sia come quelle precedenti".

"Negli ultimi 30 anni in Calabria nell'ultimo anno o nell'ultimo anno e mezzo di legislatura - prosegue Occhiuto - i presidenti venivano coinvolti in un'inchiesta giudiziaria, poi magari venivano archiviati, finiva tutto quanto in niente, peró venivano decapitati politicamente, e si fermava la legislatura. Anzi, per un anno si parlava soltanto di questo. La Calabria non se lo puó consentire. La Calabria ha avviato un percorso che finalmente la sta facendo diventare una Regione che non é piú in ginocchio rispetto alle altre Regioni d'Italia", ha concluso.