Antonini-Tranchida, a Trapani la sfida adesso passa attraverso i social
Il patron delle società sportive sferra l’attacco diretto al sindaco
Mentre il dibattito politico cittadino prosegue con toni forti, i cittadini trapanesi si sono ieri svegliati con l’ultima mossa comunicativa di Valerio Antonini, imprenditore e patron delle squadre di calcio e basket cittadine, oggi anche leader del movimento politico “Futuro”.
Sulla sua pagina Facebook, Antonini ha lanciato un sondaggio diretto ai cittadini: chi dovrebbe guidare Trapani nel futuro, lui o il sindaco Giacomo Tranchida? Il sondaggio, pur essendo ospitato su un canale personale e rivolto principalmente ai suoi contatti, lo vede nettamente in vantaggio. Un dato che, sebbene non scientifico, alimenta la tensione in una sfida che da tempo ha superato i confini della dialettica istituzionale per diventare, agli occhi di molti trapanesi, una battaglia personale e quotidiana.
La contrapposizione tra Antonini e Tranchida si è intensificata negli ultimi mesi, con botta e risposta continui e una comunicazione sempre più serrata. Per alcuni cittadini, il clima è diventato eccessivamente acceso, al punto da distogliere l’attenzione dalle vere urgenze della città: lavoro, servizi, infrastrutture e coesione sociale.
Il sindaco Tranchida, apparso provato dal pressing mediatico e politico, ha cercato di fare chiarezza in una lunga conferenza stampa, affrontando temi delicati come le dimissioni dell’assessore Emanuele Barbara e illustrando le attività amministrative in corso. Ma non intende arretrare. In merito al sondaggio, che con le modalità attuali appare molto artigianale, ad Antonini è stato suggerito di affidarlo a una società specializzata per garantirne maggiore attendibilità. Secondo indiscrezioni, potrebbe essere la prossima mossa.
Il dibattito, nel frattempo, resta acceso e le perplessità di una parte della cittadinanza non si placano. Solo due anni fa, Antonini e Tranchida si erano abbracciati pubblicamente, promettendosi stima e collaborazione per il bene di Trapani. Oggi, quell’intesa è un ricordo lontano. Se il sindaco non dovesse dimettersi, come appare probabile, la città sarà spettatrice di questa querelle ancora per due anni e mezzo, quando si tornerà alle urne. La sfida ormai è partita, al Consiglio comunale adesso passa la parola perché se Tranchida non dovesse avere il sostegno dell’aula all’ipotesi delle dimissioni anticipate - che sembrano lontane - si potrebbe contrapporre quella della sfiducia. Ma servono i numeri in Consiglio Comunale.