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Pd, Davide Faraone non è più il segretario regionale: annullata elezione

Di Redazione

Davide Faraone non è più il segretario regionale del Pd. La notizia, nell’aria ormai da settimane, è ufficiale dal momento in cui la commissione nazionale di garanzia del Pd, presieduta da Silvia Velo, ha accolto i ricorsi dei tre membri zingarettiani della commissione regionale per il congresso (Agata Teresi, Franco Nuccio, Meni Pirrone) e quello di Antonio Ferrante, per i quali l’elezione di Faraone era «illegittima».

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E l’organo nazionale del partito, dopo aver rinviato per tre volte la decisione, s’è pronunciato ieri decretando l’illegittimità procedurale del congresso che elesse Faraone. Con 5 voti a favore e 3 contrari,  la commissione nazionale di garanzia del Pd ha annullato  l'elezione di Davide Faraone, proclamato lo scorso 13 dicembre segretario dei dem in Sicilia.

Adesso il Nazareno dovrà nominare un commissario regionale per traghettare il Pd siciliano al congresso in autunno. Si fa il nome di di Stefano Vaccari, responsabile nazionale dell’Organizzazione dei dem.

Sul piede di guerra, naturalmente, i renziani. «La decisione di annullare l’elezione del segretario regionale del Pd siciliano Davide Faraone è di una gravità senza precedenti. Il diktat della commissione di garanzia è dettato da sole ragioni di corrente. Il segretario Zingaretti intervenga a difesa delle regole» ha detto il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.

E nemmeno nell’Isola, ovviamente, le polemiche si fanno attendere: «In merito alla scellerata scelta della segreteria nazionale di accogliere le istanze, infondate, della corrente siciliana del segretario nazionale ci riserviamo di dire la nostra in una giornata diversa da quella di oggi che in Sicilia deve essere dedicata alla memoria e al silenzio. Ci saremmo aspettati la stessa sensibilità da parte di Nicola Zingaretti» dice Antonio Rubino, leader dei Partigiani Dem, vice di Faraone.

Esultano, invece gli zingarettiani: «Il congresso del Pd siciliano è stato annullato. La commissione di garanzia nazionale riconosce quanto da noi evidenziato nei vari ricorsi presentati durante la fase congressuale e ripristina il campo democratico. Adesso si apre una nuova fase per la costruzione del nuovo Pd anche in Sicilia, una fase di confronto plurale che permetta a iscritti ed elettori di partecipare alla Costituente delle idee lanciata da Nicola Zingaretti per ritrovare la forza di una proposta alternativa in grado di cambiare la Sicilia e il Paese. Adesso bisogna lavorare per avviare il percorso congressuale rispettoso delle regole di democrazia interna per riorganizzare il partito in tutti il territorio siciliano , oggi fortemente in crisi e definire un programma politico che metta al centro lo sviluppo, il lavoro, il welfare, l’innovazione, l’economia verde, con il coinvolgimento di iscritti, simpatizzanti ed elettori», si legge in una nota del coordinamento regionale dell’area Zingaretti siciliana firmata da Teresa Piccione, Angelo Villari e Renzo Bufalino.

«Non ho mai smesso di crederci e finalmente è fatta. Oggi finalmente la commissione di garanzia nazionale del Pd ha accolto il mio e altri ricorsi, annullando il congresso regionale farsa dello scorso inverno in Sicilia. Già lo scorso aprile, certo delle mie ragioni, avevo annunciato la mia candidatura a segretario regionale del Pd, nello scetticismo generale. Oggi mi metto a disposizione del commissario che verrà indicato dalla segreteria nazionale, in attesa di dare la parola al nostro popolo». Commenta con queste parole Ferrante l'accoglimento del suo e degli altri ricorsi da parte della commissione di garanzia nazionale del Pd, che ha annullato il congresso regionale dello scorso inverno. «In questi mesi di limbo - continua Ferrante - ho continuato a girare la Sicilia, da Ragusa a Trapani, incontrando i tanti come noi che chiedono finalmente un partito coerente nei valori del centrosinistra e presente in tutti i territori con i propri amministratori e circoli. Il Pd che costruiremo, sarà la casa degli attivisti, dei giovani, delle donne e dei tanti che, in questi anni, hanno visto il loro impegno frustrato e si sono convinti di non contare niente. Da oggi apriamo una fase nuova e chiudiamo con i patti delle seppie, gli ammiccamenti a Forza Italia e le stanze del potere chiuse ermeticamente al popolo. Da oggi il Pd è casa dei siciliani. Nessuno potrà più togliercela».

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