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Senato, il seggio siciliano dei M5s assegnato all'Umbria. Il Pd: «Atto di regime»

Di Redazione

ROMA -  Con 150 voti a favore, 121 contrari e 4 astenuti il Senato ha approvato la relazione della Giunta delle Elezioni che assegna al Movimento 5 stelle il seggio vacante in Sicilia per mancanza di candidati, attribuendolo in un’altra circoscrizione, in particolare l’Umbria. A favore della decisione si sono espressi M5S e Lega, contro gli altri Gruppi parlamentari. Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha quindi sospeso i lavori d’Aula per consentire la riunione della Giunta delle Elezioni, che ha individuato il nuovo senatore eletto: è Emma Pavanelli. La neo parlamentare è stata individuata come prima dei non eletti pentastellati in Umbria e va ad occupare il seggio rimasto vacante in Sicilia per mancanza di candidati del movimento. I cinque stelle passano così da 106 a 107 senatori.

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Ma la votazione ha creato non pochi malumori in Aula, soprattutto nel Pd.  Durante la dichiarazione di voto il senatore dem, Dario Stefano, ha parlato di «proclamazione di un senatore che potremmo definire abusivo», aggiungendo: «Fa tanto comodo un seggio in più alla maggioranza traballante in Senato. Questo seggio viene ottenuto mediante un atto di regime».

A quel punto, dai banchi della maggioranza sono iniziate le urla i «buuh...» e c'è stata un po' di tensione.

Anche l'ex presidente del Senato Pietro Grasso (LeU) ha espresso in Aula tutto il suo disappunto: «La pretesa del Movimento 5 stelle - ha detto Grasso -  di avere un senatore in più pescando dall’Umbria - in contraddizione con il calcolo basato sulla popolazione, che per l'Umbria prevede sette senatori, non otto - è fuori da ogni logica. L’errore del Movimento al momento delle liste, sfruttando la legittima possibilità delle pluricandidature, non può ricadere su questa Assemblea ed arrivare a contraddire la Legge elettorale e la Costituzione». 

«L'unica soluzione in linea con la Costituzione e con i precedenti di questa Assemblea, - ha aggiunto - è quella di non assegnare il seggio per l’intera legislatura, senza che questo comporti alcun vulnus perché il Senato può deliberare validamente anche con numeri inferiori al plenum dei 315 prescritto dal 57, comma 2, Cost, come già avvenuto in passato e come sta avvenendo fino ad oggi».

«Alla maggioranza - ha proseguito Grasso - chiediamo un atto di responsabilità, se ne sono capaci. Al Movimento 5 stelle di riconoscere l’errore e non pretendere un senatore in più. Alla Lega di non piegarsi alla richiesta degli alleati, di non consumare sulla Costituzione l’ennesimo scambio per mantenere in vita il Governo».

Ma così non è stato e la Giunta ha deciso di assegnare il seggio in Senato al primo dei non eletti fra i Cinque Stelle che hanno corso in Umbria.

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