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Raciti presenta NewDeal e avverte: «Il Pd va rivoltato come un calzino»

Di Redazione

«Non ci libera da intrusi, sbaglia anche chi pensa che non sia successo niente. Quello che contesto è l'idea che si stia meglio in un partito se si è di meno. Non condivido l'atteggiamento di chi pensa che questa scissione sia da accogliere come un fatto positivo perché ci libera dagli intrusi. E’ sbagliato pensare che o non sia successo niente o addirittura sia successa una cosa positiva».

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A dirlo è stato l’ex segretario dem siciliano e parlamentare alla Camera, Fausto Raciti, durante una conferenza stampa a Palermo in cui ha presentato una nuova associazione "Newdeal", rispondendo ai cronisti sulla scissione interna al partito con la nascita della nuova formazione politica di Renzi.

«Io voglio continuare a parlare con coloro che confluiscono in questo nuovo contenitore, Italia Viva, persone che non considerò mai nemici. Però, più che chiedermi cosa fanno loro, mi chiedo cosa facciamo noi per rendere il Pd un partito accogliente e rappresentativo, in cui altre storie possano riconoscersi».

«Serve rinnovamento altrimenti condannati ad alleanze per compensare limiti. Io non storco mai il naso, do il benvenuto alla Lorenzin, ma non penso ovviamente che il suo ingresso risolva il problema legato al fatto che il Pd negli anni ha subito parecchie scissioni. C'è una difficoltà a capire cosa tiene insieme questo. Ecco, perché credo serva un ripensamento e un rinnovamento, altrimenti siamo condannati a cercare solo alleanze per compensare i nostri limiti» ha aggiunto Raciti.

«Il Pd se vuole proiettarsi nel futuro tutto può fare meno che restare così come è: va rivoltato come un calzino. Ancora meno mi convince, infatti, l’idea di un Partito democratico grande inseguitore dei Cinque Stelle con Italia Viva che si rivolge a un presunto elettorato moderato e liberale» ha detto Raciti che ha aggiunto: «Ripensare il centrosinistra, quell'insieme di forze che si richiamano alla nostra tradizione, senza ritenere di potere risolvere il problema inseguendo i Cinque stelle come se fossero l’unico partner».

Per il democratico l’alleanza Pd-M5s che ha portato alla nascita del Conte bis è stato «un passaggio difficile ma di cui la nostra gente ha capito il senso. Salvini voleva le elezioni chiedendo i pieni poteri e il Pd giustamente ha sbarrato la strada a questo tentativo. Non poteva essere lui a decidere quando si vota, non potevamo consentirgli di provare a eleggere da solo un presidente della Repubblica senza fare i conti con le altre forze politiche», ha concluso.

«Non mi piace l’idea, e per questo ho deciso di restare, di un centrosinistra che si divide in tanti partitini che occupano ciascuno un pezzetto dello scacchiere politico. Il Pd deve recuperare una spinta a rappresentare la maggioranza degli italiani e per farlo serve rinnovarsi profondamente, ha bisogno di uno choc» ha poi Raciti.

La scissione interna al partito, con la nascita della nuova formazione di Matteo Renzi, per Raciti ha «un carattere sfidante nei nostri confronti e così come è il Pd non è detto che riesca a reggere la sfida. Il nostro è un partito anchilosato, che ha bisogno di rinnovare profondamente se stesso e la sua proposta politica". Ecco perché secondo il parlamentare nazionale "conterà sempre di più la capacità del partito di mettere in campo facce e proposte nuove, di non dare la percezione di essere un partito che serva solo a traghettare il solito gruppo di persone dentro le istituzioni e dentro il parlamento».
(Loc/AdnKronos)

"Serve un tesseramento trasparente, preferibilmente on line, per evitare i pacchetti di questo o quel deputato, di questa o quella corrente. Non ci interessa costruire pacchetti di voti da utilizzare al prossimo congresso, così come non ci interessa la battaglia tra le correnti. Il nostro obiettivo è dare voce a chi vuole partecipare alla vita politica del Pd". A dirlo è stato il parlamentare del Pd ed ex segretario dem in Sicilia, Fausto Raciti, durante una conferenza stampa convocata a Palermo per presentare l’associazione 'Newdeal', insieme all’ex vice segretario del partito, Antonio Rubino. La richiesta è quella di una "gestione trasparente, chiara, limpida, fuori da logiche che hanno contraddistinto Pd in questi anni", sottolinea Rubino, per il quale "siamo un partito all’anno zero, chiediamo un Pd di iscritti veri. Su questo sfidiamo il commissario e al commissario chiediamo di sapere cosa c'è in campo per le amministrative, vogliamo sapere se ha una strategia che ci aiuti a vincere nei Comuni chiamati al voto e cosa il partito pensa di fare ad Agrigento ed Enna. La responsabilità adesso è in capo al commissario".

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