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Riforma rifiuti Sicilia: 700 emendamenti da esaminare, rinviata seduta all'Ars

Di Redazione

PALERMO - Doveva essere il giorno della riforma dei rifiuti e invece i lavori dell’Ars sono durati un minuto e 49 secondi. Il tempo di aprire la seduta e dare la parola al presidente della commissione Ambiente e Territorio: Giusy Savarino, alla luce dei circa 700 emendamenti al testo, ha chiesto un approfondimento in commissione. «Li esamineremo lunedì - ha detto Savarino intervenendo in aula - chiediamo dunque un rinvio dei lavori alla prossima settimana». «Inutile iniziare la discussione generale oggi», ha dichiarato il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, chiudendo la seduta e convocando una nuova riunione dell’Assemblea per martedì prossimo, alle 16. 

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«Aspetto tutti in Aula su fatti concreti, dove il cambiamento reale si misura con fatti reali ed è lì che si vedrà chi vuole cambiare davvero e chi invece vuole che tutto resti uguale. Basta con le chiacchiere», aveva detto ieri l’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon sperando che oggi cominciasse l'esame della della nuova legge.

«Questa riforma - aveva spiegato Pierobon - allinea la Sicilia al resto d’Italia seguendo le indicazioni di Anac, Corte dei Conti e governo nazionale. La stessa Corte che, nel 2017 ha stigmatizzato, cito testuali parole, "l'esistenza di una situazione difficilmente superabile e alquanto preoccupante, posto che il sistema di gestione dei rifiuti delineato dalla normativa regionale vigente si è rivelato inattuabile"».

«Ci siamo confrontati a lungo con amministratori locali, sindacati, partiti, associazioni - aveva aggiunto - e siamo aperti a ogni contributo che possa migliorare la norma. La legge garantisce tutto il personale e renderà più efficiente la gestione dei rifiuti in tutta l’Isola. Questa è la realtà. Chi vuole che tutto rimanga uguale, con i disagi per i cittadini, i danni per l’ambiente e gli affari sbagliati, se ne assumerà la responsabilità di fronte ai cittadini siciliani».

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