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Bocciatura riforma rifiuti, Musumeci non ci sta: «Noi andiamo avanti»

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Bocciatura riforma rifiuti, Musumeci non ci sta: «Noi andiamo avanti»

Di Redazione

PALERMO - Ancora brucia la sconfitta del governo Musumeci all'Ars, dove ieri è stata affondata la riforma dei rifiuti sulla quale la Regione stava lavorando da tempo per cercare di far uscire la Sicilia dalla perenne emergenza nella quale si trova ormai da troppi anni.  «Ma noi vogliamo andare avanti con lealtà e con grande coerenza» dice il governatore Nello Musumeci che non molla nonostante il voto segreto dell'Assemblea regionale siciliana abbia bocciato l'art.1 del disegno di legge sui rifiuti. L’ordine di scuderia di Musumeci è quello di proseguire con l’esame del testo martedì prossimo. La maggioranza ne ha discusso ieri sera, a chiusura dell’aula, in un vertice: l’indicazione è quella di presentare degli emendamenti di riscrittura.

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«Faremo di tutto affinché questa riforma importante possa andare avanti», afferma il capogruppo di Db Alessandro Aricò. Gli uffici dell’Ars spiegano che il testo rimane in aula e che l'art.1 bocciato non inficia il resto del ddl, perché si trattava di norme di principio. In vista della prossima seduta, alcuni pontieri della maggioranza cercheranno un dialogo con le opposizioni.

Il capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo, tuttavia mantiene il punto: «Abbiamo già chiesto il rinvio in commissione, perché quel testo non sta in piedi, fa acqua da tutte le parti; se il governo ritiene di andare avanti noi faremo la nostra parte, proseguendo la battaglia». Anche il M5s tiene il punto.

«La nostra idea non cambia - dice il deputato M5s Giampiero Trizzino - Il ddl in aula non può rimanere, torni in commissione e si discutano gli emendamenti. Prima del voto finale è passato l'emendamento che scardinava la distribuzione degli ambiti per provincia anche coi voti della maggioranza è evidente che l'impianto di Musumeci non piace neppure ai suoi compagni di partito».

Il governo Musumeci contesta poi gli ultimi dati sulla raccolta differenziata in Sicilia diffusi ieri da Fise-Assoambiente, l’Associazione delle imprese del trattamento dei rifiuti e bonifica, a Rimini in occasione di Ecomondo, la fiera della green-economy, che secondo l'assessorato regionale sono dati vecchi. «La raccolta differenziata in Sicilia - precisa l'assessorato - riferita al primo semestre del 2019, secondo gli ultimi dati del dipartimento Acqua e rifiuti, si attesta sul 40%. Nel 2017 era, invece, al 22%. In un anno e mezzo, quindi, la percentuale è quasi raddoppiata, grazie alla squadra messa in campo dalla Regione Siciliana e fatta dai sindaci, dai tecnici, dalle associazioni ambientalistiche e di categoria». 

Proprio nei giorni scorsi, all’Assemblea regionale siciliana, in occasione della discussione generale del disegno di legge governativo di riforma dei rifiuti, è intervenuto il presidente della Regione, Nello Musumeci, ricordando che «anche grazie alla responsabilità dei sindaci e dei cittadini abbiamo registrato un aumento della raccolta differenziata. Il 20% in più di differenziata equivale a ingenti quantitativi di rifiuti sottratti alle discariche. Se volessimo quantificarlo in mancati introiti, nelle casse dei privati sono arrivati 56 milioni in meno. Stiamo lavorando per attivare nuovi impianti pubblici nell’Isola ma ci vuole tempo perché le norme e la burocrazia prevedono degli iter a volte lunghi». 

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