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Venezuela, il centrosinistra: «Violazione del diritto internazionale, Meloni condanni». L'ala dura della Lega: «Ora mandiamo armi a Maduro?»
Pd, Movimento 5 stelle, Avs e Rifondazione Comunista critiche. Meloni per adesso «segue con attenzione la situazione». In aggiornamento
In Italia il centrosinistra si schiera compatto contro l'attacco statunitense al Venezuela, mentre la premier Giorgia Meloni, con un nota di Palazzo Chigi, fa sapere di «seguire con attenzione la situazione, tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali».
CENTROSINISTRA
«Seguiamo con apprensione e sgomento le notizie che giungono dal Venezuela - afferma Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd - con particolare angoscia per la comunità italiana. Mai come oggi dobbiamo richiamare e riaffermare i nostri principi costituzionali, a partire dal ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Il Partito democratico in questi anni ha dato impulso a tutte le iniziative in Parlamento di condanna verso il regime di Maduro per la violazione dei diritti umani e, da ultimo, di richiesta di liberazione di Alberto Trentini e di tutti i detenuti politici di cittadinanza italiana. Ma la storia ci ha drammaticamente insegnato che non si esporta la democrazia con le bombe. Trump diceva che avrebbe messo fine ai conflitti e portato pace, invece sgancia bombe su Caracas e pensa di riproporre la Dottrina Monroe. L'aggressione di uno Stato sovrano è una grave violazione del diritto internazionale, rappresenta l'ennesimo tassello dello smantellamento dell'ordine multilaterale e non può che portare caos a livello regionale e globale». Quindi l'appello al governo Meloni: «Chiediamo al governo di pronunciare parole chiare e di lavorare con urgenza in tutte le sedi multilaterali e internazionali per il pieno ripristino e rispetto del diritto internazionale e per il primato della diplomazia».
Parole simili anche dal leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. «L'aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica. Siamo di fronte a una palese violazione del diritto internazionale, che certifica il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente. Il governo Meloni condanni questi attacchi e tuteli i nostri connazionali». La speranza, continua, è che «l'intera comunità internazionale si faccia sentire e che tutti comprendano che se le regole valgono solo per i nemici e non per gli amici, nessuno potrà sentirsi più al sicuro. Né può valere di per sé a giustificare l'attacco a uno stato sovrano la natura illiberale del suo governo. Per noi il diritto internazionale non vale fino a un certo punto».
Stessi toni da Alleanza Verdi e sinistra. «L'attacco militare degli Stati Uniti al Venezuela è gravissimo e inaccettabile - affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni - Occorre che la comunità internazionale e il nostro Paese condannino immediatamente quanto accaduto e si attivino per fermare questa aggressione. Le accuse legate al narcotraffico non rappresentano in nessun modo una giustificazione per quanto sta accadendo, gli USA attaccheranno la Cina per il Fentanyl , o l'Olanda per l'ectasy? Trump si comporta come un pirata globale che punta a costruire un ordine globale fondato sulla forza e in aperta violazione del diritto internazionale. Così il mondo scivola sempre più verso uno stato di guerra permanente. Chiediamo con forza che il Governo Meloni prenda subito una posizione di esplicita e forte condanna di questa ennesima violazione del diritto Internazionale».
Per Rifondazione Comunista «l'aggressione militare voluta da Trump è un crimine, l'ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo le risorse petrolifere di quel paese». Lo affermano in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Anna Camposampiero, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista. «L'attacco di queste ore segue più di due decenni di destabilizzazione terrorismo cominciati fin dal primo giorno della vittoria elettorale di Chavez. Come al solito le campagne mediatiche fabbricano il nemico e poi arrivano le bombe. Chiediamo che il governo e il parlamento italiani condannino l'aggressione imperialista nordamericana. Esprimiamo la nostra solidarietà alla Repubblica Bolivariana del Venezuela. Invitiamo alla mobilitazione per la cessazione immediata dei bombardamenti».
«Il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione. Ci auguriamo che la situazione trovi subito una stabilizzazione con il coinvolgimento dell'opposizione venezuelana», dichiara Carlo Calenda, segretario di Azione.
CENTRODESTRA
«In questo momento di tensione e di incertezza la nostra priorità è la tutela dei nostri connazionali in Venezuela. L'azione americana contro il narco-regime criminale di Maduro, contro cui si è battuta il premio Nobel per la pace Machado, deve impegnare l'Italia, l'Europa e tutta la comunità internazionale a lavorare a una soluzione diplomatica che eviti spargimento di sangue dei civili e permetta alle forze democratiche venezuelane una transizione pacifica verso il nuovo governo». Lo dice il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
L'ala dura della Lega mette sullo stesso piano l'attacco Usa a quello russo in Ucraina. «Ora Von der Leyen congelerà gli assetti finanziari Usa in Europa e farà un debito comune da 90 miliardi per mandare armi al Venezuela? Mentre Calenda si tatuerà la faccia di Maduro sull'altro polso, Merz, Macron e Starmer si riuniranno in un gruppo di volenterosi per mandare truppe a Caracas». Lo scrive l'eurodeputato e vicesegretario della Lega Roberto Vannacci su Facebook.
Stessi toni dal senatore leghista Claudio Borghi che rilancia su X, commentandolo, un suo post del 16 novembre in cui affermava: «Ma se per caso gli Usa attaccassero il Venezuela che facciamo? Mandiamo 12 pacchetti di armi a Maduro?». A commento di queste parole oggi afferma: «Questo post era ovviamente una provocazione. Il mio intento era smascherare le ipocrisie della morale con cui molti dei sostenitori dell'invio di armi in Ucraina ammantavano il sostegno militare (che è una scelta politica legittima, non è il bene). Temo che oggi tornerà di moda».