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La protesta

Messina in piazza per salvare l'Archivio di Stato: "Una città senza memoria non ha futuro"

La soluzione di via Dogali non soddisfa i cittadini perché i documenti restano a Riposto. Per questo si è scatenata una mobilitazione civica con richieste di inventario, ritorno dei beni e interventi istituzionali

Fortunato Marino

03 Gennaio 2026, 16:45

19:25

Messina in piazza per salvare l'Archivio di Stato: "Una città senza memoria non ha futuro"

«Una città senza memoria è una città senza futuro». Questo il messaggio lanciato ieri mattina da piazza Unione Europea dai cittadini che hanno partecipato alla nuova assemblea pubblica a difesa dell’Archivio di Stato.

Ennesima mobilitazione contro quello che continua ed essere definito uno scippo ai danni di Messina. La soluzione prospettata dal ministero della Cultura, che ha individuato in via Dogali la nuova sede, non piace e, soprattutto, non convince.

Nei locali acquisiti di recente, 240 metri quadri, ci sarà posto solo per gli uffici. Il prezioso materiale, di proprietà dall’archivio, rimarrà in un magazzino a Riposto. Almeno per il momento.

Il comitato «Salviamo l’Archivio di Stato», rappresentato dal fumettista Lelio Bonaccorso, ha stigmatizzato l’assenza dei rappresentanti delle istituzioni. In particolare quella del sindaco, Federico Basile, che non avrebbe fatto abbastanza per tutelare la città.

Chiesto l’intervento della politica. Appello alla deputazione regionale. La battaglia prosegue. L’obiettivo è far rientrare a Messina tutto l’intero patrimonio storico e culturale. Non si esclude anche la presentazione di un esposto in Procura.

«L’Archivio di Stato è la punta di un iceberg» - afferma Bonaccorso -. Quella di via Dogali è una soluzione a metà, non rispettosa di una città da 240mila abitanti. Pretendiamo di conoscere l’inventario dei beni trasferiti fuori Messina e vogliamo sapere se, e quando, il materiale tornerà in città.

L’ex presidente del Consiglio comunale, Pippo Previti, ha lanciato una proposta alla Città Metropolitana: mettere a disposizione il palazzo Inps recentemente acquisito. La mobilitazione, dunque, non si ferma. Anzi è destinata a crescere. Si attende un segnale dal Comune e dall’Università.

«In un momento storico in cui la Città Metropolitana e lo stesso Comune di Messina stanno procedendo ad acquistare per milioni di euro attinti dalle casse pubbliche numerosi edifici in città, tra ex sede Inps, aree in Via XXIV Maggio e due palazzi da destinare a PalaGiustizia, che non ci si sia ancora attivati seriamente per trovare un immobile da acquistare al fine di destinarvi l'Archivio di Stato è incredibile e sbalorditivo», ha invece commentato il consigliere comunale del Pd, Alessandro Russo.