Politica
Fratelli d'Italia a due velocità per sciogliere il nodo Ragusa
Il senatore Sallemi è determinato, più attendista l'on. Assenza
Da sinistra l'on. Assenza, l'assessore regionale Alessandro Aricò e il senatore Sallemi
Il nodo Ragusa resta il baricentro politico attorno a cui si misura l'unità del centrodestra in provincia. La scelta del sindaco Peppe Cassì di aderire a Forza Italia ha aperto una fase nuova, ma ancora irrisolta, lasciando Fratelli d’Italia all'opposizione in Consiglio. Il recente voto favorevole al bilancio 2026 di Rocco Bitetti, pur dai banchi di minoranza, ha accentuato ulteriormente le ambiguità politiche a palazzo dell'Aquila anche alla luce della presenza, tra le fila del gruppo Cassì, del consigliere Salvatore Battaglia, vicinissimo al partito di Meloni.
Su questo scenario si innesta la linea dei due principali riferimenti di Fdi nel Ragusano, il senatore Salvo Sallemi e l’onorevole Giorgio Assenza. La direzione è comune, ovvero ricomporre il centrodestra e archiviare definitivamente la fase transitoria partita con le mancate alleanze alle ultime amministrative, sebbene i toni utilizzati abbiano sfumature diverse. Perentorio, Salvo Sallemi evidenzia: «Il 2026 impone una scelta di chiarezza: non c’è più tempo per ambiguità. È incomprensibile che a Ragusa, con Forza Italia al governo della città, Fratelli d’Italia sia tenuta all’opposizione. Da qui la richiesta di una verifica al tavolo provinciale, con una scadenza chiara al 31 dicembre 2025: «In assenza di risposte, Fratelli d’Italia rivendicherà piena autonomia sui territori». Sallemi rivendica la coerenza del partito: «Noi siamo dove gli elettori ci hanno messo, senza cambi di casacca o operazioni opportunistiche», e ribadisce il principio cardine: «Il centrodestra unito vince e governa sempre. Ma l’unità deve essere reale, non solo evocata». Sul voto di Bitetti il giudizio è netto: «Una scelta personale, assolutamente dissonante dalla indicazione di partito. L'astensione sarebbe stata la posizione politicamente più sensata. Votare a favore significa sostenere un’amministrazione che ci tiene all’opposizione».
Non parla di ultimatum l’onorevole Assenza che evidenzia: «Le adesioni del sindaco Cassì, del vicesindaco e di altri esponenti a Forza Italia sono una novità politica dalla quale non si può prescindere. Lo stesso vale per Modica con la sindaca Monisteri. Non si capisce perché Forza Italia, che governa con il centrodestra a Roma, a Palermo e in provincia, continui a impedire la costruzione di un centrodestra organico a Ragusa e Modica». Il rischio, avverte Assenza, è politico prima che numerico: «Arrivare ai prossimi appuntamenti elettorali con Fratelli d’Italia ancora all’opposizione renderebbe difficile ricomporre il quadro all’ultimo momento e certamente non si può costruire un progetto negli ultimi mesi».
Diversa anche la lettura del voto di Bitetti. Assenza riconosce «una scelta di responsabilità nell’interesse della città», spiegata dal consigliere «alla luce dei contenuti del bilancio con gli emendamenti approvati». Una linea che si riflette anche nel caso, emblematico, del consigliere Salvatore Battaglia: vicino da sempre a FdI e allo stesso Assenza, ma ancora nelle fila civiche che sostengono Cassì. «Battaglia è stato eletto in una lista civica e ritiene coerente portare a termine il mandato, adottando dei distinguo quando è necessario - sottolinea Assenza ricordando che - una adesione formale di Battaglia a Fratelli d’Italia significherebbe automaticamente passare all’opposizione, con effetti evidenti sugli equilibri dell’Aula visti i numeri sempre più risicati della maggioranza a sostegno del sindaco».
Contraddizioni che fotografano lo stato di transizione del centrodestra ibleo. Sallemi chiede una decisione rapida e senza ambiguità; Assenza invoca responsabilità e tempi politici. Entrambi convergono: «La scelta spetta ai sindaci Cassì e Monisteri», perché, come sintetizza il senatore: «Non si tratta di posti o assessorati, ma di un progetto politico chiaro».