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Attualità

Iblea Acque, Liuzzo (Coraggio Comiso): "Il peso della cattiva gestione continua a essere scaricato sui contribuenti"

Il consigliere comunale mette in evidenza cosa non va e sollecita interventi correttivi immediati

Redazione Ragusa

05 Gennaio 2026, 10:43

Salvo Liuzzo Coraggio Comiso

Il consigliere comunale di Coraggio Comiso Salvo Liuzzo

Dopo Ispica, anche il Consiglio comunale di Pozzallo prende posizione sull’attuale gestione di Iblea Acque. Su iniziativa delle forze di opposizione, l’aula ha approvato all’unanimità un emendamento che, di fatto, rimette in discussione la prosecuzione del rapporto con il gestore del servizio idrico.

Lo evidenzia il consigliere di Coraggio Comiso, Salvo Liuzzo, secondo cui si tratta “di un passaggio politico e amministrativo importante, perché non si tratta di una bocciatura ideologica, ma di una bocciatura formale nell’ambito di un adempimento obbligatorio previsto dalla legge, che impone ai Comuni di valutare periodicamente l’andamento delle proprie società partecipate”.

“Una valutazione – prosegue Liuzzo – che, nel caso di Iblea Acque, certifica come il servizio, così come viene gestito oggi, non sia sostenibile, né dal punto di vista economico né per la qualità offerta ai cittadini, soprattutto trattandosi di un servizio pubblico essenziale come il servizio idrico integrato.”

Un anno fa era stato il Comune di Ispica, primo in provincia, a certificare con chiarezza queste criticità, nell’ambito degli obblighi di legge che impongono ai Comuni di verificare se le proprie società partecipate funzionino davvero o se stanno producendo solo problemi e costi. Oggi anche Pozzallo arriva alla stessa conclusione.

Per il consigliere, si tratta di “un segnale politico chiaro” alimentato dalle segnalazioni quotidiane dell’utenza: “bollette sempre più care, disservizi continui, investimenti promessi e mai realmente percepiti sul territorio”.

Ma, soprattutto, dai conti: “in soli tre anni dalla sua costituzione, Iblea Acque ha accumulato circa 40 milioni di euro di debiti nei confronti dei Comuni soci, a cui si aggiungono ulteriori esposizioni verso l’erario. Un dato che non può essere ignorato e che pesa, direttamente o indirettamente, sulle tasche dei cittadini. Non posso che apprezzare la scelta del Consiglio comunale di Pozzallo. I consiglieri hanno fatto quello che dovrebbero fare tutti: ascoltare i cittadini e guardare i numeri. È evidente che Iblea Acque non sta garantendo un servizio sostenibile e continuare così significa scaricare il peso di questa gestione sui contribuenti”.

Mentre Ispica e Pozzallo si discute apertamente del futuro rapporto con la società, a Comiso il confronto manca.

“Nell’ultima seduta di Consiglio comunale del 2025 – afferma ancora Liuzzo – ho segnalato la assenza della relazione annuale su Iblea Acque, obbligatoria per legge (art. 30 D.lgs. 201/2022). Nonostante le sollecitazioni dell’opposizione, si è arrivati ad approvare un atto senza alcun vero confronto sulla gestione del servizio idrico.”

L’amministrazione Schembari ha di fatto esautorato il Consiglio comunale dal suo ruolo: basti pensare al piano di rientro sui debiti di Iblea Acque verso il Comune, mai onorati e sottoscritto senza il coinvolgimento dell’organo competente, come invece prevede la legge.

Perché questa chiusura? Perché ignorare suggerimenti e richiami, mentre i cittadini ricevono bollette sempre più incomprensibili? Ispica e Pozzallo dimostrano che, quando c’è trasparenza amministrativa, il controllo è possibile e doveroso.

Non è una battaglia di bandiera: l’acqua è un servizio essenziale e i soldi sono quelli dei cittadini. Controllare le partecipate non è un attacco a qualcuno, è un dovere verso la propria comunità.”