Politica
Santa Croce, Mandarà: "Erano esponenti dell'opposizione, hanno cambiato faccia e casacca"
La dura critica di Piero Mandarà all'indirizzo dei due consiglieri, Mandarà e Fidone, che hanno accettato le lusinghe di Fratelli d'Italia
Piero Mandarà esponente dell'opposizione (Insieme per Santa Croce)
Le recenti novità politiche hanno riacceso il dibattito: i consiglieri Alessio Mandarà ed Eva Fidone hanno aderito a Fratelli d’Italia, avvicinandosi alla maggioranza. Una scelta che ha provocato forti reazioni nell’opposizione.
Interviene il leader di Insieme per Santa Croce, Piero Mandarà. Per lui, dai due consiglieri, è stata "tradita la fiducia degli elettori e il valore della parola data".
Qual è la sua prima reazione?
Vorrei ristabilire i fatti. Alle ultime elezioni la lista Cambia Verso ha vinto, e noi di Insieme per Santa Croce, arrivati secondi, siamo stati posti dai cittadini all’opposizione. Avevamo quattro consiglieri: due sono rimasti fedeli al mandato (Piero Mandarà e Gaetano Riva), altri due hanno scelto la via della maggioranza. Dove sta l’anomalia? Nel metodo. Si può cambiare idea, ma esiste un dovere morale: completare il mandato con la lista che ti ha permesso di essere eletto. Se non ci si ritrova più in un progetto, la strada della dignità è una sola: dimettersi e aspettare il prossimo giro elettorale per farsi eleggere con un’altra casacca.
Lei parla di fiducia tradita. C’è anche un aspetto personale in questa vicenda?
C’è rammarico per aver riposto la fiducia in due persone che non hanno ripagato un investimento di natura prettamente politica. Che la fiducia, anche personale, risulti incrinata, è la conseguenza diretta di un impegno che ritengo deludente anche durante la permanenza nel nostro gruppo consiliare. Più che fare opposizione a chi governa, hanno fatto opposizione interna. Auguro loro di poter emergere per il livello politico delle iniziative intraprese, ma - se il metro di riferimento è quello dei primi tre anni di consiliatura- dubito che ci riusciranno.
Molti si chiedono perché la sua squadra abbia perso dei pezzi lungo il percorso.
Fare opposizione è difficile. Rimanere al proprio posto, aspettare il proprio turno e lavorare seriamente per cinque anni richiede coerenza e pazienza. Evidentemente per loro i tempi erano troppo lunghi. Hanno preferito "l’uovo oggi alla gallina domani". Sapevano che da parte mia, in questi anni di minoranza, non avrebbero potuto ottenere nulla se non il lavoro politico; dall'altra parte, forse, saranno arrivate garanzie più immediate.
Lei sospetta che questo passaggio fosse pianificato?
Ne sono convinto. Credo avessero le valigie pronte da più di due anni, se non dall'inizio. Lo si è capito dall'atteggiamento: sono stati sempre passivi, anzi, hanno impedito a me e al consigliere Riva di fare opposizione nella maniera corretta, frenandoci. Alla fine non hanno resistito: hanno cambiato non solo verso, ma abito e faccia. Noi resteremo vigili e continueremo a onorare il voto dei cittadini.