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DEMOCRAZIA CRISTIANA

Il dopo Cuffaro della Dc in Sicilia è nel caos: Samorì sospende via chat il segretario regionale Cirillo, ma la decisione non è condivisa

Il provvedimento è stato disposto dal segretario nazionale facente funzioni che da tre mesi guida il partito

Alfredo Zermo

08 Gennaio 2026, 17:35

19:04

Il dopo Cuffaro della Dc in Sicilia è nel caos: Samorì sospende via chat il segretario regionale Cirillo, ma la decisione non è condivisa

Caos crescente nella Dc. Il segretario regionale in Sicilia, Stefano Cirillo, considerato molto vicino a Totò Cuffaro, è stato sospeso. Il provvedimento è stato disposto dal segretario nazionale facente funzioni, Gianpiero Samorì, che da tre mesi guida il partito dopo le dimissioni di Cuffaro, travolto dall’inchiesta della Procura di Palermo che gli contesta associazione a delinquere e corruzione e finito ai domiciliari su disposizione del gip, che ha accolto la tesi dell’accusa.

Il terremoto giudiziario ha spinto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a estromettere dalla giunta i due assessori della Dc, trattenendo ad interim le relative deleghe.

Secondo quanto risulta, Samorì ha comunicato direttamente a Cirillo la sospensione dai diritti e dai doveri di iscritto e «di conseguenza da tutte le cariche di partito». Le motivazioni non sono state dettagliate: in un messaggio diffuso in una delle chat interne, il reggente si limita a richiamare «l’art. 121 comma 7 dello statuto» della Dc.

«Ho contestualmente trasmesso il provvedimento di sospensione, con relativi documenti allegati, al presidente del consiglio dei probiviri e, per opportuna conoscenza, al presidente del consiglio nazionale Renato Grassi», scrive Samorì. «Compiti e funzioni» di Cirillo, aggiunge il segretario nazionale, «verranno assunti dal presidente del partito regionale e dal vice segretario regionale».

Proprio il vice segretario, Ignazio Abbate, presidente della commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana, replica però secco: «È una decisione estemporanea di Samorì, probabilmente per fini personali». Abbate sottolinea che «il 90 per cento della Dc ha radici in Sicilia» e annuncia che la direzione nazionale si riunirà nei prossimi giorni.

Samorì rincara: «Mi vedo costretto a usare le chat che non sono il sito nazionale perché mi è stato inibito l’accesso al sito ufficiale da questa mattina in modo illecito». E conclude chiedendo «scusa per questa modalità di comunicazione che non dipende dalla mia volontà».

Nel tardo pomeriggio arriva una nota ufficiale di buona parte della Dc siciliana: «La decisione di sospendere Stefano Cirillo è illegittima e priva di qualunque efficacia ai sensi dell'ancora vigente statuto del partito», scrivono Laura Abbadessapresidente della Dc in Sicilia, il presidente del movimento giovanile isolano Michele Simplicio, i segretari provinciali e il gruppo parlamentare all'Ars in risposta al provvedimento adottato da Samorì. «Il modus operandi adottato dal signor Samorí, che ha deciso di sospendere arbitrariamente e senza un procedimento trasparente e conforme alle regole interne, non rispecchia affatto i principi fondamentali di democrazia e partecipazione che il partito intende promuovere e rispettare - continua la nota - La scelta di sospendere un membro eletto democraticamente dai tesserati siciliani viene vista come un atto che va contro i valori di pluralismo e rispetto delle decisioni prese dagli iscritti, scelti attraverso un processo democratico e legittimo. Cirillo - continuano - è stato eletto democraticamente dai tesserati della regione Sicilia e ha sempre rappresentato in modo impeccabile e in linea con le norme interne tutte le istanze e le aspettative degli iscritti. Questa posizione sarà difesa e riaffermata nel corso del prossimo Consiglio nazionale, che si terrà sabato prossimo a Roma».