11 gennaio 2026 - Aggiornato alle 10 gennaio 2026 23:45
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Attualità

A Ragusa Pil in contrazione, Firrincieli: "Scontiamo le ricadute di scelte sbagliate"

Il consigliere comunale analizza quello che non è andato, a cominciare dalla chiusura di Versalis

Redazione Ragusa

10 Gennaio 2026, 11:00

Firrincieli Sergio

Il consigliere comunale Sergio Firrincieli

Il consigliere comunale di Ragusa, Sergio Firrincieli, interviene con toni durissimi sulle recenti stime dell’Ufficio studi Cgia, secondo cui nel 2026 la Sicilia farà registrare una delle crescite del Pil più modeste (+0,28%), con le province di Enna e Ragusa addirittura in contrazione.

“Da tempo denuncio la fragilità del tessuto economico locale e oggi i dati confermano le nostre preoccupazioni: la nostra provincia rischia di restare indietro, aggravando il divario rispetto agli obiettivi di coesione europea”, dichiara Firrincieli, richiamando anche le precedenti segnalazioni sul progressivo impoverimento del territorio.

A rendere ancora più critico il quadro, sottolinea, è la recente chiusura dello stabilimento Versalis, che ha avuto ripercussioni pesantissime sull’economia ragusana. “Servono soluzioni concrete e immediate per il sito di contrada Tabuna, dove regna incertezza sugli investimenti per la riconversione dell’ex Versalis che ha determinato la crisi delle imprese dell’indotto con la conseguente perdita di posti di lavoro.

C’è poi la questione poco nota degli stipendi bassi, infatti sempre a seguito di uno studio del 2023 la stessa Cgia ci dice che Ragusa è al penultimo posto tra le province siciliane ad avere le retribuzioni più basse. La situazione è aggravata dalla continua erosione del potere d’acquisto delle famiglie che sta mettendo in ginocchio la comunità.

Firrincieli esprime inoltre forte preoccupazione per gli effetti delle recenti politiche agricole dell’Unione europea, che, a suo dire, non aggiungono risorse ma spostano somme dai fondi di coesione (Pac) sottraendole ai territori. A farne le spese, osserva, saranno le regioni meridionali, incluso il comparto agricolo siciliano e, per ricaduta, i settori zootecnico e lattiero-caseario, rendendo sempre più arduo per le nuove imprese garantire redditività in un contesto sfavorevole.

“Senza interventi urgenti da parte delle istituzioni regionali e nazionali, il rischio è che Ragusa e l’intera Sicilia restino schiacciate da una stagnazione economica e sociale che allontana i cittadini dagli standard europei di benessere”.

Il consigliere richiama anche l’interrogazione presentata dall’eurodeputato Giuseppe Antoci alla Commissione europea sulle misure necessarie per rilanciare la crescita in Sicilia, rimarcando la necessità di risposte rapide e tangibili.

Non possiamo più aspettare: la situazione è drammatica e servono scelte coraggiose per invertire la rotta, tutelando il futuro dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese ragusane”.

Firrincieli conclude con un appello alle istituzioni: “Chiedo con forza al governo regionale e nazionale di intervenire tempestivamente con politiche mirate, investimenti e sostegno concreto. Il tempo delle analisi è scaduto: ora servono azioni per difendere la dignità e la prospettiva di crescita della nostra comunità”.