Sospensione Cirillo, l'ex segretario della Dc contesta le accuse: «Pronte azioni legali»
Il politico invoca una guida nazionale autorevole prima del Consiglio
«Credo fermamente che a livello nazionale debba essere individuata una figura autorevole, all’altezza della guida di un partito storico e centrale come la Democrazia Cristiana. Sono certo che la volontà comune di non rallentare il percorso di crescita del partito porterà, tra quindici giorni, al prossimo Consiglio nazionale, a trovare una sintesi politica condivisa, capace di rigenerare e rafforzare l'intera Dc». Lo dice Stefano Cirillo, sospeso tre giorni fa dal ruolo di segretario della Dc in Sicilia dal vice segretario nazionale facente funzioni Gianpiero Samorì il cui provvedimento è stato contestato.
«La Dc rappresenta un grande patrimonio politico, umano ed elettorale. Proprio per questo l’interesse attorno ad essa è altissimo e, talvolta, anche chi non ha alcun titolo o diritto a guidarla tenta di manipolarne le regole pur di impossessarsene - sostiene Cirillo - Tuttavia, proprio in virtù dell’importanza di questo spazio politico e nel rispetto di una comunità ampia e radicata, è nostro dovere garantire una guida autorevole e legittima, individuando il miglior leader possibile come segretario nazionale».
Sulla sua sospensione, Cirillo aggiunge: «Nei confronti del vice segretario che non ha accettato le regole statutarie sono state avviate diverse impugnative, che lo vedono oggi chiamato a rispondere anche dinanzi ai probiviri. Per quanto mi riguarda, ho promosso una serie di azioni legali a tutela della mia persona e del mio ruolo, a fronte dei gravi tentativi di delegittimazione, da lui messi in atto nei miei confronti». E ancora: «Alle accuse del tutto infondate relative alla gestione dei conti del partito ha risposto ieri il presidente del collegio dei revisori della Dc, il quale ha spiegato all’intero Consiglio nazionale che io rivesto esclusivamente il ruolo di segretario politico regionale della Sicilia, senza alcuna responsabilità amministrativa, senza mai aver disposto, gestito o avuto accesso a conti del partito, né tantomeno utilizzato risorse economiche della Dc”.
«Il tentativo di destabilizzazione attuato attraverso la mia sospensione alla vigilia del Consiglio nazionale, così come quella di altri consiglieri, è stato chiaramente dettato dal timore che potessi essere eletto segretario nazionale - prosegue - Un’ipotesi che ho sempre escluso, dichiarando pubblicamente di non essere interessato a tale incarico, perché ritengo che il lavoro svolto in Sicilia, soprattutto in questa fase così delicata, richieda il mio impegno totale, nel rispetto di tutti coloro che mi hanno eletto al congresso, dei territori e di tutti rappresentanti all’interno delle istituzioni della Dc».
