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La presentazione

Carceri, il libro-testimonianza di Alemanno: «Una discarica sociale dove sono negati i diritti umani»

Organizzato da Indipendenza. C'è stata la presenza del vicepresidente di Nessuno Tocchi Caino, Sergio D'Elia. L'incontro è stato moderato dalla giornalista de La Sicilia Laura Distefano.

Redazione Catania

11 Gennaio 2026, 20:49

Carceri, il libro-testimonianza di Alemanno: «Una discarica sociale dove sono negati i diritti umani»

L’Intelligenza Artificiale supera anche le barriere del carcere. Gianni Alemanno, anzi l’avatar, si materializza sullo schermo della sala meeting dell’Airone Hotel City dove si è svolta la presentazione del libro “L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane” che l’ex sindaco di Roma ha scritto con Fabio Falbo e altri detenuti del braccio G8 di Rebibbia. Quello stesso video è stato trasmesso in Parlamento quando non gli fu concesso dal Tribunale di poter partecipare all’incontro proprio sulla pubblicazione. Il male dei mali è il sovraffollamento che non permette di far diventare il luogo di “rinascita” e di “rieducazione” che dovrebbe essere secondo la Carta Costituzionale.

L’avvocato Salvo Pace, responsabile “Indipendenza” della Sicilia Orientale ha aperto il dibattito. «Conosco Gianni Alemanno da quasi 40 anni ed ero sicuro che avrebbe vissuto il carcere come lo sta vivendo. Facendo una lotta politica e sociale. Affrontare la questione delle carceri - aggiunge Pace - è una questione di civiltà. Non sono d’accordo sul titolo che è stato scelto per questo libro. Perché il sovraffollamento nelle carceri è una piaga ormai da decenni. Il carcere è una discarica sociale. E questo tema - come scrive Alemanno nel libro - non può essere affrontato con la logica burocratica», aggiunge.

A prendere la parola è stato poi il presidente della Camera Penale di Catania “Serafino Famà”, Francesco Antille sollecitato dalle domande della giornalista de La Sicilia, Laura Distefano, che ha moderato l’incontro. «Abbiamo fallito», è stata la sentenza dell’avvocato che si è soffermato sul «tempo sospeso» che vive il detenuto. Antille ha detto che dobbiamo finirla con lo slogan: «Tutti dentro». «Una teoria creata - ha detto - solo per creare consenso». Slogan che innescano meccanismi pericolosi: dove la vendetta privata si sta sostituendo con la «vendetta sociale».

L’avvocato Maria Lucia D’Anna, vicepresidente Associazione Donne Giuriste Italia, ha portato casi concreti dove si evince l’ipocrisia del sistema penitenziario. Definendolo più volte «folle» per alcune decisioni.

Severo il giudizio di Salvo Fleres, ex garante dei detenuti della Sicilia, che ha parlato di «evidenti aspetti di illegalità» in un sistema che vede «Uno Stato che bara con se stesso».

Sergio D’Elia, vicepresidente di Nessuno Tocchi Caino, che ha conosciuto Alemanno prima e dopo la carcerazione ha parlato di «visione». Una visione che vede il mondo senza carcere e con un nuovo sistema di sicurezza e di protezione.