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IL FINANZIAMENTO

Asacom, la “manutenzione” dell’inclusione: 40 milioni dalla Regione per non lasciare indietro nessuno

Due tranche, riparto puntuale, numeri chiari: cosa cambia per scuole, studenti e operatori dall’annuncio di Palazzo d’Orléans ai bonifici ai territori

Alfredo Zermo

12 Gennaio 2026, 17:38

19:01

Asacom, la “manutenzione” dell’inclusione: 40 milioni dalla Regione per non lasciare indietro nessuno

All’ingresso di una primaria di periferia, un ragazzo con cuffie antirumore fissa la porta come fosse una montagna. A un metro da lui, un’operatrice gli porge una tavola di pittogrammi e lo accompagna dentro, passo dopo passo. È il lavoro silenzioso dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione — l’Asacom — che ogni mattina trasforma l’astrazione del “diritto allo studio” in un gesto concreto. Dal 12 gennaio 2026, la Regione Siciliana ha messo nero su bianco la riserva d’ossigeno per questo servizio: 40 milioni di euro per l’anno scolastico 2025-2026, con pagamenti avviati e un calendario che mira a evitare nuove interruzioni nei corridoi delle scuole.

Che cosa finanzia, davvero, il pacchetto Asacom

Il provvedimento della Regione Siciliana riguarda l’assistenza specialistica all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. L’obiettivo è garantire servizi stabili in tutte le province, con un’attenzione al mantenimento dei livelli “qualitativi e quantitativi” già in essere. Il finanziamento sarà erogato in due fasi: la prima, già disposta, è una tranche da 20 milioni destinata a coprire i mesi da gennaio a giugno; la seconda è programmata per il proseguimento dell’anno scolastico, così da non interrompere gli interventi nella seconda parte del calendario.

Secondo i dati diffusi insieme al riparto, in Sicilia saranno 6.665 gli alunni a usufruirne nel 2025-2026. La platea è ampia e differenziata: include studenti con disabilità sensoriali, psico-fisiche e con disturbi dello spettro autistico, cui l’Asacom offre supporto personalizzato su comunicazione, relazione e autonomia dentro e fuori l’aula. Non si tratta di un “di più”, ma di un tassello che incide sull’effettiva partecipazione alla vita scolastica, dal lavoro sul metodo alle strategie per gestire tempi, spazi, transizioni e linguaggi.

Chi riceve quanto: la geografia del riparto

La prima metà delle risorse — il 50% corrispondente alla tranche iniziale — è stata ripartita tra Città metropolitane e Liberi consorzi in proporzione al numero degli alunni assistiti. Ecco gli importi indicati per il primo pagamento:

  1. Città metropolitane: Palermo 5.275.318 €; Catania 4.927.231 €; Messina 2.376.594 €.
  2. Liberi consorzi: Agrigento 1.584.396 €; Caltanissetta 1.119.279 €; Enna 408.102 €; Ragusa 1.308.327 €; Siracusa 1.764.441 €; Trapani 1.236.309 €.

La mappa degli studenti conferma il peso demografico delle aree metropolitane e la diffusione capillare del bisogno: 1.758 nel Palermitano, 1.642 nel Catanese, 792 nel Messinese, 528 nell’Agrigentino, 373 nel Nisseno, 136 nell’Ennese, 436 nel Ragusano, 588 nel Siracusano e 412 nel Trapanese. Numeri che, più dei grafici, restituiscono l’ampiezza dell’intervento e il rischio sistemico di ogni interruzione.

Perché questa notizia conta (più della cifra in sé)

  1. Perché la prima tranche è già in liquidazione: significa che i fondi cominciano a tradursi in stipendi e ore di servizio, non solo in comunicati. È la differenza tra un annuncio e un calendario.
  2. Perché si inserisce in una filiera istituzionale che, tra Città metropolitane, Liberi consorzi e Comuni, regge l’operatività sui territori: quando la catena si inceppa, i disservizi arrivano in classe nel giro di giorni.
  3. Perché il tema non è episodico: già nel 2024 e nel 2025 il Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali ha impegnato risorse aggiuntive — rispettivamente 5 milioni e 7 milioni di euro — per servizi integrativi e per gli stessi Asacom, segno della necessità di correzioni in corso d’opera per reggere la domanda reale.

Il quadro normativo: la bussola della L.R. 10/2019

Il servizio Asacom trova cornice nella Legge regionale n. 10 del 20 giugno 2019 sul diritto allo studio, che definisce competenze di Regione, Città metropolitane, Liberi consorzi e Comuni e mette al centro la continuità del progetto formativo individuale. È qui che si radica il principio per cui l’assistenza specialistica non è un accessorio, ma una condizione abilitante: senza, il diritto rischia di rimanere sulla carta. Negli anni la norma è stata oggetto di aggiornamenti puntuali, a conferma di un cantiere aperto che richiede finanziamenti adeguati e capacità amministrativa.

Le parole della politica, la prova delle classi

Nelle ore dell’annuncio, il presidente della Regione e assessore alle Politiche sociali ad interim Renato Schifani ha rivendicato l’“impegno mantenuto” di fronte a scuole e famiglie. Al netto del lessico istituzionale, il punto verificabile è il cronoprogramma: prima tranche da 20 milioni coprendo gennaio-giugno, riparto pubblicato e platea definita. L’effettiva efficacia si misurerà nella regolarità dei servizi da qui alla chiusura dell’anno scolastico, senza “buchi” burocratici tra una tranche e l’altra.

Le ferite ancora aperte: quando il servizio si ferma

Le cronache recenti ricordano che il sistema non è impermeabile alle crisi locali. A Marsala, per esempio, all’inizio del 2025 la sospensione del servizio ha lasciato scoperti circa 40 alunni e decine di operatori, complicando la ripartenza e accendendo il dibattito su criteri e priorità nell’accesso. È il promemoria che gli atti di impegno e liquidazione “a monte” devono tradursi in affidamenti rapidi, contratti chiari e continuità “a valle”, nelle classi.

Che cosa cambia per famiglie e scuole

  1. Continuità e calendario: la prima tranche copre il primo semestre dell’anno; la seconda tranche — attesa per il proseguimento del calendario scolastico — dovrebbe consolidare l’operatività fino a fine anno. La regolarità dei pagamenti agli enti di area vasta è la condizione per garantire turnazioni e ore previste nei PEI (piani educativi individualizzati).
  2. Chiarezza dei carichi: la ripartizione dettagliata per Palermo, Catania, Messina e per i Liberi consorzi consente agli uffici di programmazione di calibrare gare e affidamenti con margini più certi, evitando proroghe in extremis.
  3. Coordinamento verticale: negli ultimi mesi la Regione ha rifinanziato funzioni strategiche degli enti intermedi (ad esempio con 108 milioni per la piena funzionalità di Città metropolitane e Liberi consorzi), un contesto amministrativo che, pur non essendo specifico per l’Asacom, incide sulla capacità degli enti di gestire servizi complessi e diffusi.

Focus – Chi è l’Asacom, e perché non è “sostegno bis”

Spesso confuso con il docente di sostegno, l’Asacom è un profilo diverso:

  1. lavora sull’autonomia personale e scolastica, modulando routine, strumenti e obiettivi operativi;
  2. cura la comunicazione tra studente, classe, insegnanti e famiglia, anche attraverso CAA (comunicazione aumentativa e alternativa), LIS, strategie visuali, tabelle e ausili;
  3. costruisce un ponte educativo tra aula, corridoi, spazi comuni e — quando serve — contesti esterni, agganciando il progetto di vita alla quotidianità scolastica.

La differenza è sostanziale: il sostegno è funzione didattica; l’Asacom è una funzione specialistica socio-educativa che consente allo studente di “stare” nei tempi, negli spazi e nei linguaggi della scuola. È qui che il finanziamento regionale incide: garantire ore e profili adeguati significa ridurre la distanza tra diagnosi, PEI e pratica quotidiana.

La lezione degli anni scorsi: piccoli correttivi, grande impatto

Il fatto che nel 2024 e nel 2025 il Dipartimento della Famiglia abbia approvato decreti specifici per 5 milioni e 7 milioni di euro dedicati anche ai servizi Asacom e integrativi racconta un’esigenza di manutenzione continua: piccole “iniezioni” nel corso d’anno per tappare falle e allineare l’offerta alla domanda reale. Non il massimo dell’eleganza amministrativa, ma spesso la differenza tra il servizio che salta e quello che resta in piedi.