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la decisione

L'Ars sarà parte civile nell'eventuale processo a Galvagno. Pd: «Il presidente rispettoso del Parlamento, non come Schifani»

Al Consiglio di presidenza cinque voti favorevoli su sette presenti. Galvagno sollecita i membri del centrodestra ad attenersi al parere dell'Avvocatura

Redazione La Sicilia

14 Gennaio 2026, 17:49

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L’Assemblea regionale siciliana si costituirà parte civile nell’eventuale processo a carico del suo presidente, Gaetano Galvagno, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio con le ipotesi di peculato, truffa e un episodio di corruzione.

La decisione è stata assunta stamani dal Consiglio di Presidenza, riunito a Palazzo dei Normanni. Alla seduta ha preso parte lo stesso esponente di Fratelli d'Italia che, secondo quanto riferito dall’Ansa, ha chiesto — facendolo mettere a verbale — che il Consiglio si esprimesse attenendosi ai precedenti pareri dell’Avvocatura dello Stato in casi analoghi.

In particolare, quando l’ex presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè fu accusato di peculato in un’altra inchiesta, l’Avvocatura suggerì all’Assemblea di costituirsi parte civile. Dei dieci componenti del Consiglio, si sono presentati in nove: assente soltanto Riccardo Gallo (Forza Italia). Tra i presenti, anche i sei deputati della maggioranza di centrodestra, la cui partecipazione — come confermato da esponenti dell’opposizione — sarebbe stata sollecitata dallo stesso Galvagno per scongiurare il rischio di mancanza del numero legale.

Al momento della votazione, Galvagno ha lasciato la riunione, passando la presidenza al vicario Nuccio Di Paola, del Movimento 5 stelle. In aula sono rimasti in sette: cinque i voti favorevoli alla costituzione di parte civile, due gli astenuti, gli stessi che si erano astenuti anche nel precedente caso Miccichè.

«Galvagno ha riconosciuto il ruolo del Parlamento, assumendo un atteggiamento di rispetto dell’istituzione nonostante sia lui la persona coinvolta» - ha dichiarato il deputato del Pd e membro del Consiglio Nello Dipasquale — Di tutt’altro avviso invece l’atteggiamento del presidente della Regione siciliana Renato Schifani, col governo che non si è costituito parte civile nei confronti dell’assessore regionale al Turismo Elvira Amata (anche lei di Fratelli d'Italia), per la quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione».

Il 21 gennaio è prevista l'udienza preliminare in cui il giudice si esprimerà sulla richiesta di rinvio a giudizio per Galvagno.