le novità
Isee senza file, carte d’identità a vita per gli over 70 e tessera elettorale digitale: i risvolti sulla quotidianità del nuovo decreto Pnrr
Saranno le pubbliche amministrazioni ad acquisire l'Isee direttamente dalla piattaforma. Più digitale, meno burocrazia: il decreto accelera
Isee precompilati che le pubbliche amministrazioni potranno recuperare direttamente dall'Inps, carte d'identità che durano 50 anni. E altro ancora. È ciò che promette il nuovo decreto legato al Pnrr, una stretta sulla burocrazia e sulle inefficienze, con ricadute molto concrete su famiglie e uffici pubblici.
ISEE precompilato: l’acquisizione d’ufficio diventa la regola
Il cuore della riforma sul fronte sociale è l’uso esteso dell’ISEE precompilato e, soprattutto, l’obbligo per le amministrazioni di acquisire d’ufficio i dati economici dei cittadini tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), senza più chiedere alle famiglie di presentare o ricaricare ogni volta l’attestazione. In pratica, scuole, università, Comuni e gli enti che gestiscono prestazioni sociali agevolate leggeranno l’indicatore direttamente dalle banche dati INPS, attraverso servizi di interoperabilità già messi a disposizione e in ampliamento. L’obiettivo, esplicitato nelle anticipazioni del decreto, è una “semplificazione amministrativa” che rende al contempo più tracciabili e controllabili gli accessi ai benefici.
Nelle bozze circolate non risultano previste fasi transitorie specifiche per l’acquisizione d’ufficio dei dati Isee: la norma dovrebbe quindi valere dalla data di entrata in vigore del provvedimento, salvo i fisiologici tempi tecnici di attivazione lato enti. È una precisazione importante, perché sposta subito l’onere della “caccia ai documenti” dagli utenti agli uffici.
Cosa cambia per le famiglie: meno adempimenti, stesso controllo
Niente più caricamenti ripetuti dell’attestazione Isee: sarà l’ente erogatore a verificare direttamente il valore in banca dati. Resta ovviamente l’obbligo annuale, per il cittadino, di presentare la DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) per ottenere/aggiornare l’Isee; l’eliminazione riguarda la richiesta dell’attestazione come “pezzo di carta” da esibire a ogni domanda.
La Dichiarazione sostitutiva unica precompilata è stata potenziata e oggi concentra gran parte delle informazioni già note alla Pubblica amministrazione (da Agenzia delle Entrate a INPS). Con i recenti aggiornamenti regolamentari e tecnici, la presentazione è più veloce e “adatta” a un uso interoperabile.
Dal 2025 sono esclusi fino a 50.000 euro per nucleo di titoli di Stato, libretti e buoni fruttiferi postali dal patrimonio mobiliare ai fini Isee; nella modalità precompilata, la detrazione viene calcolata automaticamente, alleggerendo gli errori di compilazione.
Dal 2026 è entrato in vigore un ISEE più favorevole per specifiche prestazioni (Adi, Sfl, Assegno unico, bonus nido e nuovi nati), con franchigie più alte sulla casa e maggiorazioni per famiglie con figli; l’INPS ha già adeguato le procedure informatiche. Non riguarda tutte le prestazioni, ma è un tassello coerente con l’idea di un indicatore “più equo”.
Cosa cambia per gli enti: interoperabilità, responsabilità e audit trail
Gli enti accedono ai dati Isee attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (catalogo API), con servizi differenziati per tipologia di operatore e finalità, e autenticazione forte (SPID livello 2 o CIE 3.0). Questo consente di verificare in modo standardizzato sia il valore dell’indicatore sia l’attestazione associata.
Per i Comuni sono disponibili servizi specifici per consultare Isee dei residenti e per gli operatori abilitati; ciò riduce i tempi di verifica e limita il circolare di allegati non aggiornati. La centralizzazione dei dati migliora i controlli a campione e a rischio, creando un audit trail digitale sull’accesso e l’uso dei dati Isee. Questo punto è richiamato nelle sintesi del decreto come leva anti-abusi.
Una precisazione necessaria: la Dichiarazione sostitutiva unica non “scompare”
L’acquisizione d’ufficio riguarda l’ultima attestazione Isee disponibile in banca dati; il cittadino continua a dover presentare la dichiarazione DSU (spesso “mini”) per generare o aggiornare l’attestazione. La novità sta nel fatto che gli enti non chiederanno più di allegarla o ricaricarla, ma la “leggeranno” direttamente.
Over 70: la carta d’identità elettronica vale 50 anni (anche per l’espatrio)
La misura più “pop” del pacchetto è la carta d'identità elettronica per gli over 70 con validità di 50 anni: di fatto, un documento “a vita” per la stragrande maggioranza degli interessati. Le nuove carte saranno valide anche per l’espatrio. Per chi la possiede già, rilasciata prima dell’entrata in vigore della norma, resterà utilizzabile oltre i dieci anni come documento di riconoscimento nazionale, ma non per l’espatrio, con la possibilità di chiedere un rinnovo anticipato per espatrio. Dettagli e tempistiche, trattandosi di testi non definitivi, andranno comunque verificati in sede di pubblicazione.
Il segnale politico è chiaro: meno code agli sportelli per una fascia d’età in rapido aumento e un documento più sicuro e interoperabile, coerente con gli standard europei.
Addio alla carta d’identità cartacea per l’espatrio dal 3 agosto 2026
A prescindere dal decreto, il percorso è già tracciato a livello europeo: dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee italiane non saranno più valide per l’espatrio perché prive della MRZ (Machine Readable Zone) richiesta dal regolamento UE 2019/1157; resterà naturalmente l’opzione del passaporto per viaggiare.
Tessera elettorale digitale: il cantiere si apre
Il decreto introduce anche la tessera elettorale digitale, basata sui dati integrati nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. I profili tecnici (formato, modalità d’uso, interoperabilità) saranno definiti con uno o più decreti del Ministero dell’Interno, di concerto con il Dipartimento per la trasformazione digitale, sentiti Garante Privacy e Conferenza Stato-Città: un passaggio cruciale per garantire sicurezza, accessibilità e neutralità tecnologica.
Quanto costa e in quanto tempo arriva la CIE
Costi: il corrispettivo ministeriale è pari a 16,79 euro (più diritti fissi e di segreteria comunali), per un totale che in media si attesta intorno a 22–28 euro, con variazioni tra Comune e Comune e maggiorazioni in caso di duplicato per furto/smarrimento.
Tempi: la CIE viene prodotta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e recapitata in genere entro 6 giorni lavorativi all’indirizzo indicato o presso il Comune.
Prenotazioni: la richiesta si effettua allo sportello anagrafe (spesso su appuntamento) o tramite la piattaforma ministeriale dedicata; molti Comuni raccomandano di muoversi con anticipo, specie in vista della scadenza del 3 agosto 2026 per la carta cartacea.
Domande frequenti (utili per decidere cosa fare subito)
Devo ancora presentare la Dichiarazione sostitutiva unica? Sì. La DSU resta necessaria per generare/aggiornare l’ISEE; cambia il fatto che le pubbliche amministrazioni non vi chiederanno più l’attestazione come allegato.
Se ho più domande a enti diversi, mi serve più di un ISEE? No. L’ISEE è unico e vale per tutte le prestazioni; con l’acquisizione d’ufficio, i vari enti leggeranno lo stesso valore, evitando duplicazioni.
Ho 69 anni e la mia carta d'identità scade tra un anno: cosa conviene fare? Se puntate a viaggiare, assicuratevi di avere una carta valida per l’espatrio prima del 3 agosto 2026; se superate i 70 anni dopo l’entrata in vigore della norma, la nuova CIE avrà validità cinquantennale. Per chi è già over 70, in alcune bozze è previsto il rinnovo anticipato per l’espatrio. Verificate gli aggiornamenti al momento della pubblicazione in Gazzetta.
Quanto pagherò per la nuova CIE?Nella maggior parte dei Comuni si spendono intorno a 22 euro per primo rilascio o rinnovo alla scadenza naturale; il costo può salire (circa 27–28 euro) in caso di duplicato per smarrimento/furto/deterioramento.