il profilo
Michele Mancuso, da assessore in pectore alla richiesta di arresto. Chi è il deputato di Forza Italia indagato a Caltanissetta
Nel giorno dell'arrivo in Sicilia del segretario nazionale Tajani, arriva una nuova mazzata per il partito azzurro e per il centrodestra siciliano. Il profilo del potente deputato nisseno
Nella rosa di nomi utili al rimpasto della giunta Schifani, quello di Michele Mancuso da mesi era in prima fila. Il potente deputato di Forza Italia, plenipotenziario del partito a Caltanissetta, da tempo è indicato come possibile nuovo assessore regionale all'Economia, in sostituzione del tecnico Alessandro Dagnino. E invece oggi deve fare i conti con un'indagine della Procura di Caltanissetta che lo accusa di avere ricevuto 12mila euro di tangenti in cambio dell'impegno per far ottenere finanziamenti pubblici all'associazione A.S.D. Genteemergente.
Mancuso, 58 anni, originario del paesino di Milena, in provincia di Caltanissetta, ha un lungo curriculum politico. Attuale deputato regionale, presidente della commissione per le modifiche allo Statuto e componente della commissione Antimafia, in passato è stato anche capogruppo all'Ars di Forza Italia e presidente del consiglio provinciale nisseno. Alle elezioni regionali del 2022, Mancuso è il più votato di tutta la provincia con oltre 19mila preferenze.
Già nel 1994, anno di fondazione del partito di Silvio Berlusconi, Mancuso era candidato al consiglio comunale di Caltanissetta. Per decenni fedelissimo di Gianfranco Miccichè, al punto da seguirlo, per pochi mesi del 2023, al gruppo Misto all'indomani dell'elezione di Schifani, quando lo scontro tra i due big del partito era all'apice. Ma smaltita la delusione per il mancato conferimento di un posto nella giunta Schifani, Mancuso è tornato presto nel gruppo parlamentare di Forza Italia. Ed è oggi vicino all'ex ministro Totò Cardinale.
Una mazzata sia per i precari equilibri all'interno del litigioso centrodestra siciliano e per le scelte che il governatore Renato Schifani si appresta a fare nella sua giunta. Un brutto colpo anche per Forza Italia, proprio nel giorno in cui in Sicilia arriva il segretario nazionale Antonio Tajani, sull'isola per ascoltare le varie correnti sul futuro del partito.
Il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo va all'attacco . «Anno nuovo, ennesimo indagato per corruzione nel centrodestra siciliano. Dopo gli scandali che hanno visto coinvolti esponenti della Dc e di Fdi, oggi tocca anche ad un deputato regionale di FI. C’è una questione etica e morale non più rinviabile che riguarda il metodo con cui questo governo e questa maggioranza credono di potere ancora guidare la Sicilia, basato su una distorta concezione di ricerca del consenso, un metodo criminogeno a cui dobbiamo opporci. Noi vogliamo costruire una Sicilia diversa che deve garantire discontinuità a partire da questa indecente gestione di mance e mancette all’Ars per gli amici degli amici, un insopportabile sperpero di denaro pubblico».