PARTITO IN FIBRILLAZIONE
Le tensioni siciliane in Forza Italia, il deputato catanese Nicola D'Agostino: «In questo momento servono buon senso e unità»
Alla vigilia della visita di Tajani a Catania, critiche alla posizione del segretario etneo Marco Falcone: «Alcune parole intempestive»
Fa discutere all'interno di Forza Italia l'uscita dell'eurodeputato Marco Falcone, vice capodelegazione FI-PPE al Parlamento Europeo, segretario FI per la provincia di Catania, che ha chiesto a Renato Schifani di ritirare dalla corsa alla segreteria regionale il suo braccio destro, Marcello Caruso, coordinatore uscente.
Sono diversi gli esponenti del partito che non hanno gradito le parole di Falcone, arrivate tra l'altro nel giorno in cui lo stesso Falcone (insieme con i parlamentari nazionali e regionali Giuseppe Castiglione, Nicola D'Agostino, Salvo Tomarchio, ai sindaci, agli amministratori locali e ai dirigenti azzurri del territorio) accoglierà a Catania il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia.
Tra coloro che sono rimasti sorpresi dalla richiesta di Falcone c'è il parlamentare regionale Nicola D'Agostino: «Sono deputato catanese e ritengo giusto ricevere il presidente Tajani che viene a trovarci a Catania. Certo, non mi aspettavo un clima così teso e praticamente precongressuale. Rimango dell'idea che ci sono tempi, luoghi e regole per ogni cosa ed alcune parole mi sembrano francamente intempestive: occorre invece discutere dei problemi nelle sedi giuste, senza mai nascondere la verità ma neppure facendo regali gratuiti ai nostri avversari».
Parlando di Caruso, Falcone ha detto che si tratta di «persona perbene» ma ha sottolineato che «non ha la caratura del leader». Secondo D'Agostino però «delegittimare pubblicamente il coordinatore regionale non fa il bene del partito».
«È normale - ha concluso Nicola D'Agostino - che, nonostante i buoni risultati del partito e del governo Schifani, come in ogni vigilia congressuale possano esserci momenti di confronto fisiologici. Spetta tuttavia proprio al segretario nazionale oggi farci capire con la dovuta intelligenza e riservatezza cosa serve di più a Forza Italia, come trovare con equilibrio le soluzioni che portino ad una sintesi, ed evitare che ci si faccia inutilmente del male».