Politica
Ragusa, Angelica: "Costruiamo sin da ora l'alternativa alla giunta Cassì"
Il coordinatore cittadino di Italia Viva di ritorno dall'assemblea nazionale della Casa riformista
Filippo Angelica con il sindaco di Milano Beppe Sala
«La Casa riformista è la chiave per rendere competitivo il centrosinistra». A parlare è Filippo Angelica, coordinatore di Italia Viva Ragusa, di ritorno dall'assemblea nazionale a Milano, dove, tra l’altro, ha incontrato anche il sindaco, Beppe Sala. «Un passaggio molto importante per strutturarci anche in Sicilia. Siamo aperti a tutte le forze e alle personalità che si riconoscono in un’area di centro riformista, collocata nel campo largo del centrosinistra, capace di bilanciare le spinte più estreme. È un progetto che cresce, come dimostra la recente adesione di Pietro Bartolo», spiega.
Come vi muovete a Ragusa?
«Il nostro obiettivo è portare avanti il progetto nazionale di Italia Viva, lavorando all’unità delle forze del centrosinistra. Vogliamo costruire un percorso con Pd, M5s, Avs, il movimento di La Vardera e tutte le forze che si riconoscono in un riformismo di centrosinistra, per essere competitivi alle prossime elezioni amministrative. Questo è un momento cruciale. Tra un anno si voterà per le Politiche. Inoltre le Regionali sono ormai alle porte e se il sindaco Cassì dovesse candidarsi, per legge dovrebbe dimettersi in tempo. Si aprirebbe, quindi, anche la partita delle Comunali. È per questo che riteniamo cruciale che le forze riformiste di centrosinistra inizino fin da ora a organizzarsi per proporre alla città un’idea credibile e di governo».
In questo contesto si inserisce l'assemblea di Ragusa Prossima in programma venerdì. Ci sarete?
«Come Italia Viva non abbiamo ricevuto alcun invito. Detto questo, guardiamo con favore a tutti gli incontri che mettono al centro la città e che vogliono offrire un contributo al dibattito pubblico. Credo però che Ragusa Prossima debba chiarire quale sia il proprio destino e quale ruolo intenda giocare nel futuro politico cittadino. Viene da un’esperienza che, a nostro avviso, non è stata particolarmente entusiasmante. Fino a pochi mesi fa ha governato insieme a un’amministrazione che oggi è collocata nel centrodestra. È giusto guardare al futuro, ma è altrettanto giusto fare una riflessione su quanto è accaduto e sulle scelte compiute. Cinque anni fa questa amministrazione è partita come civica, oggi non lo è più: il sindaco è il principale esponente cittadino di Forza Italia. Questo dimostra che quell’esperienza ha assunto una connotazione politica precisa».
A tal proposito, cosa succederà per lei nel centrodestra ragusano?
«A noi interessa una sola cosa: il buon governo. E oggi, francamente, riteniamo che a Ragusa ci sia tutto tranne che buon governo. Il centro storico è impoverito, la città è priva di un teatro, palazzo Tumino è rimasto solo uno spot. A fronte di una comunicazione molto intensa sui social, sul piano concreto la percezione è quella di una città lasciata all’abbandono. Politicamente, poi, governa Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia è all’opposizione. Questo scenario deve essere un monito per il centrosinistra: se non si è uniti, non si vince. Non si tratta di approfittare delle difficoltà altrui, ma di avere una lettura lucida della realtà politica. E oggi il centrodestra a Ragusa non appare affatto compatto».