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il centrosinistra

La Vardera fuori dal campo largo: «Gli alleati non mi tollerano»

Opposizioni contro. Continua la campagna acquisti dell’ex Iena; lo scontro con Italia Viva

20 Gennaio 2026, 09:30

15:22

La Vardera fuori dal campo largo: «Gli alleati non mi tollerano»

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Ismaele La Vardera sbatte la porta e si tira fuori dalla coalizione di centrosinistra. Almeno per ora. «Darò mandato ai miei di preparare le elezioni amministrative da soli. E il 14 febbraio presenteremo il nostro programma», dice il deputato di Controcorrente in una concitata diretta social in cui attribuisce la sua scelta a due fattori. Da una parte le critiche ricevute dagli alleati per l’emendamento fake presentato in finanziaria («mi accusano di fare lo show»). Dall’altro l’appello di Davide Faraone ai «delusi del centro del centrodestra, Dc e Mpa. Noi - ha detto qualche giorno fa il leader siciliano della Casa riformista renziana - puntiamo ad essere un centro che, dentro il centrosinistra, può rappresentare un’attrazione anche per quel mondo». Prontamente rintuzzato prima da Alleanza Verdi e sinistra e ora da La Vardera: «Francia o Spagna purché se magna, noi non ci stiamo», ha detto l'ex Iena, ricevendo per tutta risposta un promemoria dal direttivo di Italia Viva: «Non sei tu che hai accolto Igor Gelarda direttamente dalla Lega?».

La Vardera viaggia a una velocità mal digerita dagli (ex?) alleati: sul territorio continua la campagna acquisti, mentre trasforma le sue incursioni all'Ars in eventi mediatici che rischiano di oscurare il lavoro degli altri. «Sembra quasi che l'unico che faccia opposizione sia lui - ragiona un deputato di opposizione - durante il dibattito alla Finanziaria non è mai intervenuto, mentre noi studiamo per settimane e cerchiamo di portare a casa risultati utili a tutti i siciliani». In un centrosinistra a cui serve ancora tempo per chiarirsi le idee sul futuro, «Ismaele è un punto di forza, ma anche una palla al piede. Va gestito», ragiona un altro collega. Di fatto è l’unico ritenuto in grado di pescare nell'ampia area degli astensionisti, probabilmente la sola vera arma dei progressisti per superare il centrodestra sull’isola.

Ma nel frattempo la sua campagna acquisti continua soprattutto a danno degli alleati. A Catania, l'ultimo a salire sul suo carro dovrebbe essere il sindaco di Linguaglossa Luca Stagnitta, di area Pd. E dai dem ha pescato anche Massimo Arena, ex presidente provinciale a Caltanissetta, e Marco Andaloro, candidato all’Ars sempre nella provincia nissena. Ad Alcamo dialoga con la consigliera Laura Barone, appena uscita dal M5s. Mentre a Trapani ha appena piazzato due assessori nella giunta di Giacomo Tranchida, che ha da poco rotto col Pd e in particolare col deputato locale Dario Safina.

Un lavoro ai fianchi che dà fastidio, soprattutto a Palermo, dove l'ex giornalista ha la sua roccaforte. D'altronde il centrosinistra siciliano ha più di un rebus da risolvere: le faide interne al Pd; l'estrema difficoltà a dialogare con un mondo moderato che sull'isola è stato presidiato da Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo; la variabile Cateno De Luca, ormai orfano del centrodestra, che ha cominciato a punzecchiare proprio La Vardera, accusato senza nominarlo di essere «leader che predica dall’alto dei like, come nuovi Savonarola digitali, ma senza mai porsi il tema della competenza»; gli estremi inconciliabili Faraone e Avs e sinistra.

Così per il leader di Controcorrente la tentazione di correre davvero da solo alle prossime Regionali è fortissima, caldeggiata dai suoi e da un sondaggio interno che gli darebbe un 5% in più qualora lasciasse gli alleati. Ma significherebbe dire addio in partenza alla possibilità di giocarsela con il centrodestra. Colpa che La Vardera prova a ribaltare sugli alleati: «Chi ci sta mettendo alla porta se ne prenderà la responsabilità», ha attaccato.

Il casus belli è sempre lo scontro attorno all'emendamento fake. Luigi Sunseri, deputato regionale del M5s chiamato in causa da La Vardera, ha sottolineato che non è vero che nessuno si fosse accorto dell'assurdità della norma e che i pentastellati hanno infatti votato contro. «Ognuno è libero di fare opposizione come meglio crede e tutte le modalità sono rispettabilissime - ribadisce - ma non può farci passare tutti per fessi. Ho solo voluto sottolinearlo. Continuo ad augurarmi di essere parte della stessa coalizione per battere il centrodestra. Se invece Ismaele pensa più a concretizzare il suo consenso elettorale, faccia il suo percorso ma se ne assuma le responsabilità».