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Il ritorno del “corvo” a Montecitorio: il caso Cerreto, il Copasir e le crepe del sistema

La vicenda del funzionario che ha fatto recapitare un plico anonimo con accuse ai colleghi "concorrenti"

Redazione La Sicilia

20 Gennaio 2026, 18:49

Il ritorno del “corvo” a Montecitorio. Dentro il caso Cerreto e le crepe di un sistema che fatica a proteggere sé stesso

Le telecamere a circuito chiuso della Camera riprendono un uomo che entra nella sala del Copasir, posa un plico intestato a un deputato della maggioranza e scompare. Quel plico contiene accuse, veleni, persino riferimenti alla vita privata di funzionari in corsa per un posto chiave a Montecitorio. L'uomo è il funzionario Roberto Cerreto, la stanza è quella del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il palazzo è Montecitorio. E la vicenda – sospensioni, stipendi ridotti, rientri annunciati – racconta qualcosa di più della caduta di un singolo: illumina le zone grigie di un’istituzione che pretende da sé il massimo riserbo e dagli altri la massima fiducia.

Il fatto: il plico, le telecamere, la sospensione

Secondo la ricostruzione tra la fine di luglio e i primi di agosto 2025 un plico con un falso intestatario, destinato all’onorevole Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, viene lasciato sui banchi del Copasir a Palazzo San Macuto. Dentro, un dossier con accuse gravi e allusioni alle “inclinazioni” personali di alcuni candidati al ruolo di vicesegretario generale della Camera dei deputati. Le telecamere interne identificano il presunto autore del recapito: il consigliere parlamentare Roberto Cerreto, figura di alto profilo amministrativo. Parte l’azione disciplinare: sospensione e apertura di inchiesta interna.

Dopo sei mesi con lo stipendio ridotto a circa 3.000 euro netti mensili – a fronte di una retribuzione ordinaria nell’ordine dei 10.000 euro netti – Cerreto è in procinto di rientrare in servizio a stipendio pieno, stando alle informazioni rese note il 20 gennaio 2026. La formula adottata viene descritta come un periodo di “riflessione retribuita”, tra il disciplinare e il congedo organizzativo. Un provvedimento definito, con ironia amara da fonti parlamentari, “tra i più severi” per un funzionario di quel livello: severo nella forma, morbido nella sostanza.

Montecitorio, un’autonomia che pesa: come funzionano sanzioni e carriere

La Camera dei deputati dispone di regolamenti interni che disciplinano lo stato giuridico ed economico dei dipendenti, fino alla materia disciplinare. L’Ufficio di Presidenza – organo politico-amministrativo guidato dal Presidente della Camera – adotta i regolamenti su “stato giuridico, trattamento economico e disciplina” dei dipendenti di Montecitorio e decide sui ricorsi nelle medesime materie. È un sistema di autogoverno che garantisce autonomia, ma che rende anche più complesso valutare dall’esterno l’effettiva severità e coerenza delle sanzioni.

Il vigente Regolamento dei Servizi e del Personale definisce assetti, indennità, progressioni, aspettativa e cessazione del rapporto. Il perimetro economico-amministrativo è specifico e differenziato rispetto al resto della Pubblica amministrazione proprio in ragione dell’autonomia parlamentare.

Nella gestione del caso Cerreto, la catena di responsabilità punta anche alla tecnostruttura: il ruolo del Segretario generale, oggi Fabrizio Castaldi, è cruciale per la conduzione delle istruttorie interne e l’indirizzo amministrativo, in raccordo con l’organo politico. Castaldi, nominato nel 2021 e in carica dal 10 gennaio 2022, è la figura apicale dell’amministrazione di Montecitorio.

Che cos’è il Copasir e perché quel plico “pesa” più di altri

Il Copasir è l’organo parlamentare che vigila sul sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, con poteri di controllo incisivi e un flusso informativo privilegiato dalla Presidenza del Consiglio e dai vertici di DIS, AISE e AISI. Per legge, il Presidente del Comitato appartiene all’opposizione; il Comitato svolge audizioni periodiche dei vertici dell’intelligence e del governo, verifica documenti coperti da segreto e si pronuncia su atti regolamentari sensibili, inclusi quelli dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. In breve: è uno snodo che richiede una catena di fiducia impeccabile. Che un plico anonimo e calunnioso venga depositato proprio lì, è dunque un fatto doppiamente allarmante.

La gestione politico-istituzionale del caso è avvenuta sotto la presidenza di Lorenzo Fontana, eletto il 14 ottobre 2022. In un perimetro dove l’autonomia regolamentare della Camera è ampia, il ruolo del Presidente nel calibrare trasparenza, tempi e misure è determinante per la credibilità dell’istituzione.

Oltre il “corvo”: frizioni, parentele e l’effetto-specchio sui conflitti d’interesse

La vicenda Cerreto non è l’unico elemento critico emerso nelle ultime settimane. Secondo ricostruzioni giornalistiche, nello stesso perimetro amministrativo si registrerebbero: il caso di un padre dirigente che ha operato nello stesso settore del figlio, assumendo anche funzioni valutative; la presenza di una coppia in cui un coniuge gestisce le sanzioni disciplinari mentre l’altro è coinvolto nella struttura che esamina i ricorsi avverso quelle sanzioni. 

Siamo di fronte – se confermati – a conflitti d’interesse potenziali che in qualunque amministrazione imporrebbero misure di separazione delle funzioni, astensione, o quantomeno criteri stringenti di trasparenza. L’ordinamento italiano sul conflitto d’interessi – per quanto tarato soprattutto su membri del governo e cariche elettive – offre una cornice di principio: obblighi di dichiarazione, sistemi di incompatibilità e, nei casi dubbi, doveri di astensione. Applicare questi stessi standard, in via prudenziale, anche al personale di vertice delle amministrazioni parlamentari sarebbe una misura di buon senso, ancor prima che un requisito normativo.

Nel mondo giudiziario, per fare un parallelo, la disciplina delle sanzioni contempla anche l’incapacità temporanea a esercitare funzioni direttive e la sospensione con assegno alimentare ridotto: non è la stessa materia, ma il raffronto serve a mettere a fuoco l’esigenza di sanzioni che non siano solo “formali” bensì effettivamente dissuasive quando si violano doveri di imparzialità e riservatezza.

Chi è Roberto Cerreto

Di Roberto Cerreto le cronache ricordano un percorso di alto profilo nella tecnostruttura parlamentare e un passaggio nei gabinetti ministeriali durante governi di segno diverso. Nella qualifica di consigliere caposervizio, con delega alle commissioni bicamerali, la sua è una posizione-chiave di cerniera tra politica e amministrazione. Il “caso plico” ha aperto un procedimento disciplinare culminato nella sospensione di sei mesi, e nella prospettiva, indicata dalle stesse fonti, di un rientro a stipendio pieno ai primi di febbraio 2026. Se – come sostenuto da amici e conoscenze – Cerreto dovesse ribadire la propria estraneità o l’assenza di dolo, l’istituzione dovrà comunque spiegare in che misura la sanzione inflitta sia stata proporzionata a un episodio che ha messo in imbarazzo il Parlamento nel suo punto più sensibile.