Attualità
Ragusa e il referendum, il Pd lancia la campagna del No: riforma Nordio minaccia la separazione dei poteri
Tecnici e dirigenti dem con Ignazio De Francisci hanno spiegato perché si rischia l'indebolimento dei controlli
L'iniziativa di ieri sera
Si è svolto ieri sera a Ragusa Ibla, nell’Auditorium Santa Teresa, l’incontro pubblico “Capire le ragioni del NO”, appuntamento inaugurale della campagna referendaria contro la riforma della giustizia promosso dalla Federazione provinciale e dal Circolo di Ragusa del Partito democratico.
L’iniziativa ha registrato una partecipazione attenta e qualificata, confermandosi come un momento di approfondimento concreto, lontano da slogan e semplificazioni, su un intervento che incide direttamente sugli equilibri costituzionali e sulla separazione dei poteri.

Fulcro del confronto è stato l’intervento del dottor Ignazio De Francisci, già procuratore generale presso la Corte d’appello di Bologna, che ha offerto un’analisi tecnica e rigorosa del testo referendario. De Francisci ha rilevato come il provvedimento sia stato promosso senza un autentico dibattito parlamentare e senza accogliere le critiche dell’Associazione nazionale magistrati e delle opposizioni. Nel merito, ha osservato che la separazione delle carriere “distrugge l’unità culturale della magistratura”, non affronta i nodi strutturali della giustizia — dalla durata dei processi al sovraffollamento carcerario — e introduce meccanismi, come il sorteggio dei componenti del Csm, che finiscono per mortificare competenze ed esperienza. Particolarmente severo il giudizio sulla prevista Alta Corte disciplinare, definita tecnicamente inadeguata e priva di un reale grado di appello, in contrasto con i principi costituzionali.
Nel corso del dibattito è intervenuto l’onorevole Nello Dipasquale, che ha inquadrato la riforma come parte di un disegno politico più ampio, portato avanti da una destra che “non ha contribuito alla costruzione della Costituzione e oggi tenta di svuotarla”. Dipasquale ha parlato di un messaggio intimidatorio rivolto alla magistratura e di un’azione sistematica di indebolimento dei contrappesi democratici, richiamando gli attacchi alla Corte dei conti, alla libertà di stampa e alle altre istituzioni di garanzia.
Critiche dure anche dal segretario provinciale del Pd, Angelo Curciullo, secondo cui il metodo di approvazione riflette un’impostazione governativa rimasta immutata durante l’iter parlamentare. A suo avviso, il testo rivela l’insofferenza dell’attuale maggioranza verso i vincoli costituzionali e verso gli organi incaricati di esercitare il controllo di legalità.
A chiudere il quadro politico, l’intervento del segretario del Circolo Pd di Ragusa, Riccardo Schininà, che ha definito la riforma Nordio un tassello di un più generale processo di indebolimento delle democrazie contemporanee. Schininà ha sottolineato come il sorteggio rappresenti lo strumento principale per accrescere l’influenza della politica sulla magistratura e ha lanciato un monito sui rischi congiunti di questa revisione e del premierato, che potrebbero condurre a una gestione del potere sempre più sbilanciata a danno dei cittadini.
L’incontro ha messo in evidenza la necessità di un’informazione puntuale e consapevole su una scelta referendaria che incide direttamente sulla qualità della democrazia. Il Partito democratico di Ragusa proseguirà nelle prossime settimane il percorso di mobilitazione e di confronto pubblico a sostegno delle ragioni del No.