il caso
Al ministero con il leader neonazista inglese condannato per cocaina: bufera su Matteo Salvini
Scatto al Mit con Tommy Robinson, vicino a posizioni antisemite e di estrema destra e con precedenti penali, L'opposizione chiede chiarimenti
Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega, è finito al centro di dure contestazioni per uno scatto realizzato nella sede del Ministero delle Infrastrutture insieme a Tommy Robinson, influencer britannico noto per posizioni neonaziste e xenofobe.
Robinson, all’anagrafe Stephen Lennon, ha diffuso l’immagine su X accompagnandola con un elogio al leader leghista: «L’Europa deve unirsi contro l’immigrazione. Onore stringergli la mano».
L’attivista, seguito da circa due milioni di utenti, "vanta" precedenti per possesso di cocaina e oltraggio alla corte ed è conosciuto per l’organizzazione di marce anti-immigrati a Londra.
Nel suo passato figurano inoltre condanne penali, contatti con ambienti neofascisti del Regno Unito e presunte frequentazioni in orbita moscovita (e secondo il New York Times è a Mosca che avrebbe portato i suoi soldi).
La fotografia, scattata in un contesto istituzionale italiano, arriva mentre Salvini è impegnato a Rivisondoli per il convegno “Idee in movimento”, occasione nella quale la Lega discute un profilo più moderato in vista delle prossime elezioni.
Immediate le reazioni dell’opposizione.
Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito democratico, attacca: «La nostra Costituzione è antifascista. Salvini ha invitato un neonazista in un ministero, violando i principi democratici».
Sulla stessa linea Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra: «Inaccettabile ricevere un criminale con legami discutibili. Che ne pensa il ministro Tajani?».
Dalla sinistra si levano richieste di chiarimenti al governo sulla scelta di accogliere Robinson in un ministero.