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Politica

L'endorsement di La Vardera a Liuzzo: "Storture del sistema messe a nudo"

Il segretario regionale del Pld è un consigliere comunale comisano che punta i riflettori su tutto ciò che non va

26 Gennaio 2026, 06:05

Liuzzo (Partito Liberaldemocratico): "La manovra quater testimonia il fallimento del governo Schifani, la Sicilia merita di più"

Il segretario regionale Pld, il comisano Salvo Liuzzo

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«L’on. La Vardera ha messo a nudo le distorsioni del sistema. Era quello che ci voleva. In politica si può sbagliare, ma c’è una cosa che non dovrebbe mai mancare: il coraggio di mettere a nudo le distorsioni in questione». Lo dice il segretario regionale del Partito Liberaldemocratico Sicilia, il comisano Salvo Liuzzo.

L’on. Ismaele La Vardera, parlamentare all’Ars, ha letto il post di Liuzzo e ri-postato: «Le sue parole mi hanno colpito nella loro genuinità. Grazie Salvo, è importante sapere di non essere soli».

Quando parla di “stress test” al sistema politico regionale, quali sono secondo lei le principali falle che oggi un consigliere comunale vede ricadere direttamente sui territori?
«Il problema riguarda in minima parte i territori. La vera emergenza riguarda la superficialità con cui si assumono decisioni che comportano costi importantissimi e che ricade principalmente sulle tasche dei cittadini. Per non parlare della pratica allucinante delle quote riservate ai deputati ad ogni finanziaria. Una cosa che somiglia alle aste del fantacalcio. Io riattiverei i Co.Re.Co. Molti atti amministrativi sono illegittimi. La Corte dei Conti è insufficiente, non può controllare tutto».

Il metodo di denuncia pubblica usato da La Vardera può dividere: dove finisce la provocazione e dove inizia, secondo lei, un atto di responsabilità istituzionale?
«Quando non ci sono strumenti di difesa adeguati, la si mette sempre sul piano formale della modalità. A mio avviso conta il risultato finale: grazie all’on. La Vardera, è stato appurato l’impiego di soldi pubblici come se si agisse con i soldi del Monopoli. La classe politica, anziché indignarsi davanti alle denunce di La Vardera, cerchi di rimediare e fare mea culpa».
Pensa che il silenzio o la prudenza di molti amministratori locali contribuisca a mantenere lo status quo?
«Quando si agisce in maniera scorretta o, nella migliore delle ipotesi, inopportuna, si contribuisce certamente al mantenimento dello status quo. Semplicemente perché conviene. Alcuni dubbi io li ho sollevati diverse volte: Iblea Acque, dalla sua nascita alla disastrosa gestione che ha portato ad una montagna di debiti. I sindaci sono silenti, i Comuni anticipano per evitare il crack finanziario e i cittadini pagano. Oppure, l’aeroporto di Comiso: secondo lei è normale che quasi a febbraio non esiste ancora un programma per la Summer 2026?».

Qual è il rischio maggiore per chi, come lei, sceglie di “accendere i riflettori” invece di adeguarsi per quieto vivere?
«Se devo fare politica come si deve, ho il dovere di dire ciò che altri, per distrazione o meno, non dicono. Poi, per mia indole, non sopporto le ingiustizie o le cattive pratiche. I rischi ci sono: il primo è di essere considerato ‘pazzo’, il secondo è quello di diventare bersaglio politico da colpire, anche solo con la maldicenza. Ora, non per fare lo sbruffone, ma sinceramente non ho paura».