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Politica

"L'isola nell'isola della provincia di Ragusa non esiste più"

Il consigliere comunale del capoluogo Sergio Firrincieli commenta i dati della Cgia di Mestre sugli stipendi e parla del futuro dei pentastellati locali

26 Gennaio 2026, 07:05

09:29

Firrincieli Sergio

Il consigliere comunale Sergio Firrincieli

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Criticità strutturali del territorio, il ruolo dell'amministrazione locali e le prospettive politiche future. Questi i temi toccati dal consigliere comunale Sergio Firrincieli che, denunciando un crescente "caro vita" per le famiglie ragusane lancia l'appello: «Serve una presa di coscienza collettiva e scelte coraggiose, anche a livello locale». «Credo sia importante sollevare temi che spesso restano ai margini del dibattito pubblico. In questo momento vedo un certo assopimento su questioni che invece meritano molta attenzione», precisa.

C’è chi sostiene che questi siano temi poco concreti a livello locale.
«Non sono d’accordo. Parliamo di dati molto concreti. Secondo la Cgia di Mestre, lo stipendio medio annuo lordo nella provincia di Ragusa è di circa 17.000 euro, contro i 19.000 della media siciliana e i 24.000 di quella nazionale. Questo dovrebbe farci riflettere, perché spesso ci consideriamo “l’isola nell’isola”, ma i numeri raccontano altro. La provincia di Ragusa è tra le ultime in Sicilia per crescita del Pil. La chiusura di Versalis ha inciso pesantemente sull’economia locale, con la perdita di decine di milioni di euro di indotto. In questo caso la politica avrebbe dovuto essere più incisiva invece di accettare promesse rinviate di anni».

Ma un’amministrazione comunale può davvero incidere sul potere d’acquisto delle famiglie?
«Può incidere sui costi che le famiglie sostengono ogni giorno. Le scelte urbanistiche, ad esempio, possono evitare la svalutazione degli immobili. La gestione di Imu e Tari dipende dall’efficienza dei servizi, dalla raccolta differenziata e dalla lotta all’evasione».

Passando al consiglio comunale, sembra che il fronte progressista si stia già compattando. È così?
«Credo che sia prematuro perché questi progetti, a tutti i livelli, stanno stentando a partire a causa dei troppi individualismi. Troppe esigenze personali che sembrano voler orientare le indicazioni. A livello locale, si parla già di potenziali candidati sindaci ma a me piacerebbe che intanto ci ritrovassimo tutti su un programma alternativo, su progetti concreti che ci vedano tutti coinvolti. Mi pare che da questo punto di vista ci sia una sorta di stallo. Quindi io invito tutti, lo dico sia a livello comunale che a livello regionale, a fare un passo indietro e a pensare più ai programmi».

Ha partecipato all’assemblea di Ragusa Prossima?
«Sì, sono stato invitato e ci sono andato. Interessante»

E in casa M5s che clima si respira?
«È in programma un confronto interno e l’obiettivo è chiaro: fare la quadra. Le divergenze maturate nei mesi scorsi verranno affrontate, non abbiamo alcuna intenzione di presentarci divisi ai prossimi appuntamenti che ci attendono e c’è piena disponibilità da parte di tutti a lavorare in questa direzione. Da questo punto di vista, la recente visita dell’europarlamentare Giuseppe Antoci è stata un vero e proprio balsamo, sia per il gruppo comunale sia per quello provinciale. L’auspicio è quello di non continuare a parlare di noi stessi ma a concentrarci su ciò che è il nostro faro: i cittadini».