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Caos Pd: progressisti contro riformisti, scontro totale sulla rotta elettorale

Mentre il Circolo “Giunti” di Agrigento denuncia presunti accordi sottobanco per arrivare alla candidatura di Firetto, il segretario provinciale Cacciatore smentisce trattative parallele

25 Gennaio 2026, 22:45

Caos Pd: progressisti contro riformisti, scontro totale sulla rotta elettorale

Nino Cuffaro e Francesco Cacciatore

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Nel Partito Democratico agrigentino si apre un fronte interno che, alla vigilia delle elezioni amministrative, assume i contorni di un vero caso politico. Di fatto le polemiche interne non sono nuove, ma questa volta pare che ci siano fibrillazioni anche sul fronte progressista che vuole tenere stretti i valori di Sinistra, che era in aperto contrasto con quello riformista, che vuole invece aprirsi all’esterno. Da un lato c'è il Circolo cittadino “Vittoria Giunti”, guidato da Nino Cuffaro, che continua a denunciare manovre sotterranee e presunti accordi con il centrodestra. Dall’altro il segretario provinciale Francesco Cacciatore, che respinge ogni accusa e rivendica la piena legittimità della linea ufficiale del partito.

Secondo la ricostruzione del Circolo, il Pd di Agrigento lavora da oltre un anno alla costruzione di un'area progressista alternativa al centrodestra e ad un progetto condiviso inizialmente anche dalla deputata Giovanna Iacono.

«Il percorso – spiegano - era stato accompagnato da interlocuzioni con i vertici regionali e nazionali, che avrebbero più volte escluso qualsiasi apertura verso forze centriste o di destra. La proposta di candidatura di Nuccio Dispenza, sostenuta anche da M5S, Sinistra Italiana e Verdi si è poi bloccata».

Sempre secondo il Circolo, il clima poi sarebbe cambiato. Ci sarebbero stati rinvii su rinvii, richieste di tavoli provinciali e regionali inascoltate, dirigenti che non risponderebbero più alle telefonate: «Ci sono segnali evidenti – dice Nino Cuffaro – che per noi indicano la volontà di prendere tempo per far deragliare il progetto progressista».

E c'è anche un sospetto: che alcuni esponenti del Pd stiano portando avanti una trattativa parallela con l’ex sindaco Lillo Firetto: «Un accordo – aggiunge Cuffaro - che prevederebbe un assessorato per le correnti locali e l’uso di liste civiche per mascherare un’alleanza con pezzi del centrodestra».

Per il Circolo, tale prospettiva sarebbe «aberrante», in aperta contraddizione con la linea nazionale del partito e potenzialmente devastante per la credibilità del Pd in città e in Sicilia: «Logorando il progetto dell’area progressista e scoraggiando il nostro candidato – dice ancora - si vuole arrivare all’ultimo momento senza una lista autonoma, costringendo il partito a convergere su Firetto come già accaduto nel 2015 e nel 2020».

Tale scelta secondo Cuffaro, aprirebbe spazi a movimenti concorrenti come quello di Ismaele La Vardera, indebolendo ulteriormente il partito.

La risposta del segretario provinciale Francesco Cacciatore è arrivata con toni altrettanto netti. Cacciatore definisce «totalmente infondate» le ricostruzioni che parlano di trattative con Firetto e afferma di non aver mai autorizzato né avallato interlocuzioni di questo tipo: «Nei continui confronti con la deputata Iacono e con il capogruppo all’Ars Michele Catanzaro – dice Cacciatore – tale ipotesi non è mai stata presa in considerazione. Respingo con forza l’idea che possano esistere accordi presi fuori dai livelli competenti del partito – aggiunge – queste narrazioni alternative rischiano di alimentare confusione e sfiducia. Il Pd agrigentino affronterà le amministrative con serietà, trasparenza e rispetto delle regole, senza scorciatoie né accordi opachi».

Una posizione che, almeno per ora, non sembra ricomporre la frattura con il Circolo cittadino, deciso a portare avanti fino in fondo il progetto dell’area progressista, ma con una presa di distanza nuova rispetto al passato, quella che inserisce la Iacono nel gruppo di chi starebbe lavorando sotto traccia.